Servizi alla persona: quali sono e che rischi corrono i lavoratori?

Attività di servizi alla persona e infortuni: una panoramica

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In Italia, la classificazione delle attività economiche si chiama ATECO ed è definita dall’Istat (l’Istituto Nazionale di Statistica) con l’obiettivo di produrre e diffondere dati statistici ufficiali. Si tratta di una classificazione articolata, che comprende diverse categorie di lavoratori. Tra questi rientrano anche coloro che si occupano di servizi alla persona. Si tratta di una categoria piuttosto ampia esposta a rischi tipici legati alle mansioni svolte dai diversi addetti che ne fanno parte. In questo articolo offriamo una panoramica della situazione italiana, soffermandoci su alcune Regioni e approfondendo nello specifico il caso dell’Emilia-Romagna, i cui dati sono resi disponibili da SIRP-ER1.     

Quali sono le attività di servizi alla persona?

Tutte le attività economiche sono orientate, in maniera diretta o indiretta, a qualche aspetto della vita delle persone. Dall’agricoltura alle industrie alimentari, dalle attività manifatturiere alle costruzioni così come i trasporti o l’istruzione o la sanità, tutte hanno ricadute sulla nostra quotidianità. Tuttavia, nell’ambito della classificazione ATECO, si definiscono “Altre attività di servizi per la persona” tutte quelle incluse nella sezione “S – Altre attività di servizi”, divisione 96. Tra le più numerose ci sono ad esempio: “S 96.01 Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia”; “S 96.02 Servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici”; “S 96.03 Servizi di pompe funebri e attività connesse”.

In base agli Open Data INAIL2 – consultabili mediante la modalità di lettura resa disponibile da CIIP3 – per le attività classificate come S 96 risultano presenti a livello nazionale 292.208 PAT4 con 196.665 addetti5 (media calcolata per il periodo 2020-2021). La dimensione media stimata di queste attività è pertanto di 1,5 addetti per PAT.

Una dimensione media molto bassa, confermata anche dai dati di alcune Regioni diverse per estensione:

Gli infortuni: quantità e tipologia

Come per altre categorie, anche quella dei Servizi alla persona registra incidenti e infortuni sul lavoro: visualizzare i dati di questi accadimenti aiuta a comprendere la loro frequenza e il livello di esposizione dei lavoratori.
Se si distinguono i diversi tipi di accadimento e di conseguenza, è possibile stimare un indice (un tasso grezzo) che ci informa sul numero di eventi avvenuti ogni 1.000 addetti in un anno6

La tabella seguente presenta i risultati ottenuti analizzando il contesto nazionale per lo stesso periodo (2020-2021)

La stessa analisi effettuata per tutte le attività classificate nella sezione ATECO “C-Attività manifatturiere” (per cui risultano a livello nazionale 515.995 PAT e 4.093.960 addetti con una media di 7,9 addetti per PAT) permette di fare un paragone:

Questi dati indicano che per “Altre attività di servizi per la persona” vi è un rischio di infortunio sul luogo di lavoro inferiore a quello delle attività manifatturiere.

Anche analizzando le numeriche di alcune Regioni di diverse dimensioni, emergono valori simili e lievemente superiori rispetto al dato complessivo:

Il genere delle persone infortunate

Se si considera il genere della persone infortunate, sempre a livello nazionale, per “S – Altre attività di servizi” risulta una prevalenza femminile per: 

  • gli infortuni riconosciuti complessivi (55,99% dei casi); 
  • gli infortuni accaduti nel luogo di lavoro (52,38% dei casi)
  • gli infortuni in itinere (69,69% dei casi)

Per quanto riguarda la popolazione maschile, invece, questa risulta soggetta soprattutto a infortuni accaduti in occasione di lavoro con mezzo di trasporto (il 69,98% di questi infortuni è infatti accaduto a lavoratori maschi).

Anche per questo aspetto proponiamo i dati di alcune Regioni

Per un confronto, in “C – Attività Manifatturiere” vi è una netta prevalenza maschile in tutti i tipi di infortuni riconosciuti.

Il caso dell’Emilia-Romagna

Anche se non possiamo considerare il territorio dell’Emilia-Romagna come rappresentativo per le attività di altri territori, è tuttavia utile approfondire la situazione di questa Regione grazie ai dati forniti SIRP-ER. Con questo sistema di interrogazione (anch’esso basato su dati INAIL), è possibile selezionare la categoria ATECO S 96 e definire il profilo delle attività presenti.
Partiamo allora dal dettaglio delle attività economiche presenti, con il numero di aziende e di addetti occupati e la dimensione media delle aziende. I dati presentati sono valori medi annui riferiti al periodo 2020-2021.

Il quadro complessivo viene riproposto di seguito anche mediante grafico:

La classe di attività più numerosa è “S 96.02 Servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici”, con 9.023 aziende e 13.313 addetti complessivamente. Nella classe “S 9601 Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia” risultano 947 aziende con 5.178 addetti, mentre nella classe “S 9603 Servizi di pompe funebri e attività connesse” risultano 365 aziende con 1.743 addetti. Questi 3 gruppi di attività corrispondono complessivamente al 86% delle aziende e al 83% degli addetti.
Proprio in virtù della loro prevalenza numerica, saranno al centro di prossimi approfondimenti per capire meglio i possibili rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Nel frattempo, questo primo quadro può dare la misura del bacino di persone potenzialmente coinvolte dal fenomeno. 


Note all’articolo: 

1. SIRP-ER -Il Sistema Informativo per la Prevenzione della Regione Emilia-Romagna è un portale che riunisce e rende fruibile il ricco patrimonio informativo disponibile sulla salute dei lavoratori.

2. Open Data INAIL – Fra gli Open Data INAIL, i dati semestrali contengono le informazioni più complete disponibili sulle denunce di infortunio e malattia professionale inclusi il riconoscimento delle domande, le giornate di indennizzo, le eventuali invalidità permanenti e la diagnosi della malattia. 

3. CIIP – Su iniziativa della CIIP – Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione – è accessibile a tutti una modalità di lettura degli Open Data pubblicati da INAIL sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Sono disponibili i dati semestrali 2017-2022 estrazione del 31/10/2022.

4. PAT – Le PAT sono Posizioni Assicurative Territoriali, cioè indirizzi fisici dove vengono raggruppate le singole polizze assicurative. Una PAT non è assimilabile a un’unità produttiva perché può anche essere accentrata in altre sedi o nella sede legale.

5. Addetti – Gli addetti diffusi da INAIL non sono soggetti fisici, ma sono stimati a partire dalle masse salariali e rapportati all’intero anno. Si tratta di annualità salariali calcolate in base al salario per attività produttiva (ATECO) e provincia.

6. Tipi di accadimento e di conseguenzeOccasione di lavoro – Per infortunio in occasione di lavoro si intende un evento accaduto durante l’orario di lavoro, anche se ci si stava spostando dalla sede dell’azienda per lavoro. Stradale – Per infortunio stradale di intendono gli infortuni accaduti nelle principali vie di comunicazioni (stradali, ferroviarie, aeree e navali). Infortunio in itinere – È infortunio in itinere l’infortunio che si verifica lungo il tragitto casa-lavoro o luogo di ristoro e viceversa. T40 e PP16 – Gli infortuni gravi T40 sono quelli che hanno comportato un’assenza dal lavoro maggiore di 40 giorni o conseguenze più gravi come postumi permanenti o la morte del lavoratore. Gli infortuni gravi PP16 sono quelli che hanno comportato un’invalidità superiore al 15%. (Per gli infortuni gravi, l’ultimo anno considerato non è significativo. Per questa tipologia di infortuni è necessario molto tempo per l’esatta valutazione dei postumi (esiti permanenti), e inoltre è frequente il contenzioso in sede civile per stabilire l’entità oppure per stabilire il nesso causale fra danno e attività lavorativa).

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