Oltre al rischio di infortuni, chi lavora nella produzione di mobili (“Fabbricazione di mobili”, codice ATECO1 C 31) è esposto anche a malattie professionali, ovvero patologie correlate allo svolgimento del proprio mestiere che si sviluppano nel tempo a causa dell’esposizione prolungata a diversi fattori di rischio presenti negli ambienti di lavoro. Sapere quali sono e con quale frequenza si presentano, in quali soggetti e con quali conseguenze, aiuta a stimolare una riflessione critica su quello che percepiamo, o meno, come dannoso per la salute e sulle misure preventive che potrebbero aiutare a tutelare ulteriormente l’incolumità dei lavoratori.
Le malattie professionali del settore in Emilia-Romagna
Analizziamo i dati relativi al periodo 2014-2023 per le attività svolte in Emilia-Romagna. In questa Regione sono state denunciate a INAIL 355 sospette malattie professionali. Di queste, 160 sono poi state definite positivamente a seguito dei dovuti accertamenti, e per questo, sono dette malattie “riconosciute”.
La percentuale di riconoscimento è dunque pari al 45% per tutti i tipi di malattie, lievemente inferiore a quella degli altri comparti e attività, al 47,1% nello stesso periodo. La maggior parte di queste patologie (86% delle denunciate e 88% di quelle riconosciute) sono riconducibili ai fattori di rischio da sovraccarico biomeccanico che interessano molti lavoratori.
Per le malattie da sovraccarico biomeccanico, la percentuale di riconoscimento è infatti pari a 46%, di poco più bassa rispetto alla media di tutti i comparti, per cui risulta riconosciuto il 47,3% delle malattie denunciate.



L’età delle persone con malattia professionale da sovraccarico biomeccanico riconosciuta
Entriamo ora nel dettaglio delle classi di età delle persone che hanno denunciato casi di malattia da sovraccarico biomeccanico, e di quelle che hanno avuto esito positivo (malattie riconosciute). Come si nota dai grafici seguenti, le età 41-50 e 51-60 anni prevalgono, con una distribuzione analoga tra casi denunciati e riconosciuti.

Tipi di malattie professionali per genere
Altre indicazioni utili sul tipo di malattia professionale associate alle attività di “Fabbricazione di mobili”, possono essere ricavate dai dati registrati nel sistema denominato MalProf. Si tratta di un flusso informativo implementato dagli operatori dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) delle ASLAsl che accoglie le segnalazioni pervenute ai sensi dell’art. 139 del DPR 1124/1965. Consideriamo sempre i casi relativi al decennio 2014-2023 restringendo il campo a quelli che sono stati classificati di origine professionale probabile o altamente probabile.
Il primo aspetto che emerge è la diversa distribuzione per genere: le malattie registrate sono più numerose per i lavoratori (96 casi) rispetto alle lavoratrici (33 casi), con una differenza anche per quanto riguarda il tipo di malattia. Per i lavoratori sono segnalati infatti 12 casi di tumori professionali e 21 casi di patologia dell’orecchio interno (ipoacusia da rumore): malattie che non sono invece presenti per le lavoratrici.
Questa misurazione è coerente con i dati della sorveglianza sanitaria – su cui torneremo in un prossimo approfondimento – che attesta l’incidenza significativa degli agenti cancerogeni (21% degli addetti). Ulteriore conferma deriva dai rilevamenti del registro dei tumori naso sinusali circa le mansioni esposte a polveri di legno. Si nota tuttavia che il dato relativo alla presenza di tumori non è presente tra le malattie denunciate e/o riconosciute da INAIL.
Per quanto riguarda gli altri distretti del corpo, si rilevano 10 casi di lavoratrici con sindrome del tunnel carpale (4 invece i lavoratori) e altre malattie della mano. Le malattie del rachide, al contrario, sono prevalenti nei lavoratori: 27 casi rispetto ai 2 nelle lavoratrici.

Cosa ci dicono questi dati? Che in questo settore sono presenti fattori e agenti di rischio specifici e che mansioni diverse – probabilmente organizzate anche in base al genere della persona – possono dare origine a malattie differenti, con conseguenze molto varie sulla vita e sull’operatività dei professionisti coinvolti. Conoscerli è il primo passo per “riconoscerli” davvero e agire in senso precauzionale per la salute dei lavoratori, in prima istanza, e l’efficienza dell’azienda.
Note all’articolo
- ATECO – L’ATECO è la classificazione delle attività economiche adottata dall’Istat per finalità statistiche, cioè per la produzione e la diffusione di dati statistici ufficiali. Il codice ATECO di basa su 6 livelli che indicano: sezioni (lettere), divisioni, gruppi, classi, categorie, sottocategorie.