È capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di sentire troppo caldo. Una condizione che può verificarsi in qualunque momento e ambito: all’esterno, così come al chiuso della propria abitazione o del posto di lavoro. In ambienti caldi, qualunque essi siano, le capacità di regolazione del nostro organismo possono “fallire”. Questo accade soprattutto mentre si svolgono attività pesanti o in presenza di forti fonti di calore – come nell’industria del vetro, nelle fonderie o nelle miniere, ma anche all’interno dei laboratori di pane e pasticceria. Anche chi lavora all’aperto, come agricoltori, operai edili o addetti alla manutenzione stradale, è esposto a questo rischio.
Se non adeguatamente prevenuto e corretto, lo stress termico può dare luogo alle cosiddette malattie da calore: vediamo di cosa si tratta e come evitarle.
Come reagisce il corpo al caldo
Il nostro corpo ha una notevole capacità di adattamento, ma ci sono limiti che non vanno ignorati. Gli organi vitali (come il cuore, il cervello e l’apparato digerente) si trovano nella parte interna del corpo – chiamata core – protetta da una zona esterna, detta shell.
Il core deve mantenere una temperatura stabile tra i 36°C e i 37°C perché il corpo funzioni correttamente. Il “termostato” interno si trova nell’ipotalamo, un’area del cervello che controlla sudorazione, circolazione e attività muscolare per regolare la temperatura.
Per raffreddare il corpo, l’organismo adotta due strategie principali: aumenta il flusso sanguigno verso la pelle e attiva la sudorazione. In condizioni meno intense, il corpo disperde calore attraverso la cosiddetta “perspiratio insensibilis”, ovvero una perdita di liquidi invisibile che avviene attraverso la pelle e la respirazione, prima ancora che si inizi a sudare. Inoltre, quando l’ambiente è particolarmente caldo, si attivano comportamenti protettivi spontanei, come la diminuzione di attività motoria.
Tutto questo processo di adattamento, che avviene quando ci sono dei cambiamenti importanti nell’ambiente, prende il nome di acclimatazione e, per le alte temperature, può richiedere fino a due settimane.
Tuttavia, quando si lavora in ambienti caldi, il corpo umano può avere difficoltà a mantenere la temperatura interna sotto controllo e siamo così esposti al rischio di stress termico, a sua volta causa di malattie da calore.
Le principali malattie da calore associate al lavoro
Quali sono le possibili malattie causate da ambienti troppo caldi?
Il colpo di calore è la forma più grave di stress termico. Si verifica quando i meccanismi che regolano la temperatura corporea si bloccano, causando un aumento rapido e pericoloso della temperatura interna, che può superare i 40,5°C. In assenza di un intervento medico tempestivo, il rischio di morte è molto elevato. A queste temperature, infatti, si verificano danni cerebrali irreversibili.
Un’altra condizione frequente è il collasso da calore. È causato da un’eccessiva dilatazione dei vasi sanguigni periferici, con conseguente calo della pressione arteriosa e ridotto afflusso di ossigeno al cervello. I sintomi includono mal di testa, nausea, spossatezza e svenimento. La pelle risulta fredda e sudata al tatto. In questi casi, è importante portare la persona in un ambiente fresco e farla riposare, eventualmente somministrando farmaci su indicazione medica.
I crampi da calore, altra patologia correlata a una temperatura elevata, sono dolori muscolari, soprattutto a gambe e braccia, causati da una sudorazione intensa che comporta la perdita di sali minerali. Una corretta idratazione e un’alimentazione equilibrata aiutano a prevenire questo disturbo. Se si verificano, è utile riposare in un luogo fresco e assumere liquidi con sali minerali.
Infine, c’è la fatica da calore, meno grave ma comunque da non sottovalutare. Si manifesta con stanchezza, irritabilità e affaticamento, e indica che l’organismo sta iniziando a soffrire per l’eccessiva esposizione al caldo.
Fattori che influenzano il rischio
Il rischio di malattie da calore dipende da vari fattori, tra cui:
- tipo di attività svolta: una persona a riposo produce meno calore rispetto a chi svolge un lavoro fisico intenso. Se siamo distesi, seduti e rilassati, se svolgiamo attività sedentaria o in piedi, cambia la quantità di calore che produciamo nel nostro corpo e la necessità di allontanarlo;
- abbigliamento: indossare vestiti leggeri e traspiranti aiuta a disperdere il calore attraverso la sudorazione. Al contrario, abiti pesanti o dispositivi di protezione individuale possono ostacolare la sudorazione e aumentare il rischio;
- condizioni ambientali: temperature elevate, umidità, scarsa ventilazione ed esposizione diretta al sole o a fonti di calore aumentano lo stress termico e la sensazione di progressivo disagio dato dall’aumento della temperatura.
Ma fino a che punto l’organismo può resistere? È questo che dobbiamo chiederci e dobbiamo chiedere a chi ha il compito e la capacità di valutare i rischi.
Le condizioni personali da valutare
Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo al caldo. Prima di esporsi a temperature elevate, è importante considerare eventuali situazioni cliniche pregresse, come la presenza di malattie cardiovascolari e renali o l’assunzione di farmaci, soprattutto quelli per la pressione.
Anche i problemi respiratori meritano attenzione – sempre da parte del medico competente, s’intende. Lo stesso vale per condizioni fisiche come il sovrappeso e l’obesità, o per stili di vita poco salutari, come il tabagismo e l’eccessivo consumo di alcol. Circostanze che richiedono un’attenta valutazione da parte del medico competente prima di svolgere attività in ambienti caldi.
Benessere termico e percezione soggettiva: è possibile accontentare tutti?
Il benessere termico è quella condizione in cui una persona si sente a proprio agio rispetto alla temperatura dell’ambiente. Anche in condizioni ideali, ci sarà sempre una piccola percentuale di persone (almeno il 5%) che desidererebbe una temperatura leggermente diversa, un po’ più alta o un po’ più bassa. Tuttavia, lo scopo della prevenzione delle malattie da calore e dei disturbi correlati a temperature eccessive non è soddisfare ogni singolo individuo, ma evitare lo stress termico, che può diventare pericoloso per la salute.Conoscere e saper riconoscere i rischi legati al calore, e adottare misure preventive, è dunque fondamentale per tutelare la sicurezza e il benessere dei lavoratori anche di fronte a fattori apparentemente innocenti come il calore.
Per stimolare un’ulteriore riflessione, consigliamo la lettura del nostro approfondimento legato agli Infortuni Mortali da rischio da calore registrati in Emilia-Romagna tra il 2005 e il 2021.