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Sani stili di vita e lavoro: prevenzione e linee guida

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Adottare sani stili di vita è importante per raggiungere uno stato di salute ottimale e può avere effetti positivi anche in ambito lavorativo, con un miglioramento in termini di produttività e presenze, e contribuendo ad un processo di invecchiamento in salute e attivo nel lungo periodo.
I benefici per i lavoratori e per l’azienda, dunque, non mancano, ma quali indicazioni dare e come stimolare l’adozione di comportamenti virtuosi? Lo vediamo in questo articolo.  

Alimentazione e attività fisica

Tra i fattori che concorrono maggiormente al raggiungimento di stili di vita salutari, ci sono le abitudini alimentari e l’attività motoria. Al netto delle specificità fisiche e fisiologiche di ciascuno, infatti, una dieta equilibrata per varietà e quantità combinata a una adeguata dose di esercizio contribuiscono al raggiungimento di un buono stato di benessere fisico e mentale. In questo senso, sono disponibili diverse linee guida certificate che possono aiutare a individuare comportamenti corretti da adottare quotidianamente.  

Porzioni corrette per un’alimentazione sana 

Le raccomandazioni dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, oggi CREA – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria), si focalizzano in particolare sul concetto di “porzione”. Una porzione è intesa come “unità pratica di misura della quantità di alimento consumata” e corrisponde a un preciso quantitativo in grammi. Questo dato è ricavato sulla base dei consumi medi di alimenti della popolazione italiana, degli alimenti e pietanze tipici della nostra tradizione e delle grammature di alcuni prodotti confezionati.

Piramide dell’attività fisica realizzata da Luoghi di Prevenzione nell’ambito del progetto CCM

Secondo queste linee guida, le porzioni consigliate per ogni categoria alimentare sono: 

Cereali e tuberi

  • Pane: 1 rosetta piccola 50 gr.
  • Prodotti da forno: 2-4 biscotti 20 gr. / 2,5 fette biscottate
  • Pasta o riso: 1 porzione media 80 gr. (in minestra 40 gr.)
  • Pasta fresca all’uovo: 1 porzione piccola 120 gr. (in minestra 60 gr.)
  • Patate: 2 patate piccole 200 gr.

Ortaggi e frutta

  • Insalate: 1 porzione media 50 gr.
  • Ortaggi: 1 finocchio/2 carciofi 250 gr.
  • Frutta o succo: 1 frutto medio 150 gr. (arance, mele)
  • 2 frutti piccoli 150 gr. (albicocche, mandarini)

Carne e pesce

  • Carne fresca: 1 fettina piccola 70 gr.
  • Carne stagionata (salumi): 3-4 fette medie
  • Prosciutto: 50 gr.
  • Pesce: 1 porzione piccola 100 gr.

Uova e legumi

  • Uova: 1 uovo 60 gr.
  • Legumi secchi: 1 porzione media 30 gr.
  • Legumi freschi: 1 porzione media 80-120 gr.

Latte e derivati

  • Latte: 1 bicchiere 125 gr.
  • Yogurt: 1 confezione piccola 125 gr. (un vasetto)
  • Formaggio fresco: 1 porzione media 100 gr.
  • Formaggio stagionato: 1 porzione media 50 gr.

Grassi da condimento

  • Olio: 1 cucchiaio 10 gr.
  • Burro: 1 porzione 10 gr.
  • Margarina: 1 porzione 10 gr.


Attività fisica per contrastare la sedentarietà

Provengono invece dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) le indicazioni per l’attività fisica in riferimento a persone che svolgono un lavoro di tipo leggero o moderato o di tipo sedentario:

Piramide alimentare realizzata da Luoghi di Prevenzione nell’ambito del progetto CCM

Prevenzione e controlli medici regolari

La promozione della salute nei luoghi di lavoro prevede anche la sensibilizzazione in tema di prevenzione, nonché la diffusione di buone pratiche volte a ridurre il rischio e le conseguenze di malattie croniche. Una diagnosi precoce consente infatti di intervenire tempestivamente con le cure più appropriate, garantendo maggiori probabilità di guarigione e una migliore qualità di vita.
Screening periodici e vaccinazioni sono alcuni degli strumenti di prevenzione più efficaci. 

Screening periodici

Prevenire o diagnosticare alcuni tumori in fase iniziale, cioè quando sono asintomatici, è uno degli obiettivi degli screening. Si tratta di esami semplici e poco fastidiosi a cui possono seguire visite ed esami di approfondimento. In caso di diagnosi, infatti, potrebbe essere necessario un percorso di cure più completo e mirato.
A seconda dell’età e del genere del soggetto sono consigliabili diversi screening come quelli volti a prevenire il tumore al collo dell’utero e del colon retto, o della mammella. Tutti gli esami devono essere eseguiti su base volontaria e possibilmente a intervalli regolari. 

Vaccinazioni raccomandate nell’adulto

Le vaccinazioni sono utili a tutte le età per mantenersi in buona salute e sono particolarmente raccomandate per: 

  • persone affette da patologie cardiovascolari, metaboliche, immunodepressive, ecc. In questi casi, infatti, le vaccinazioni possono ridurre il rischio di contrarre malattie infettive e sviluppare complicanze gravi. Particolarmente indicate sono le vaccinazioni antinfluenzale, antimeningococcica, anti-pneumococcica, anti-haemophilus influenzae tipo b (Hib), anti epatite A e B, anti-herpes zoster, anti-morbillo-parotite-rosolia (MPR), anti varicella; 
  • persone a rischio per esposizione professionale: operatori sanitari, personale di laboratorio, operatori scolastici, lavoratori a contatto con animali o materiale di origine animale, soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e altre categorie di lavoratori, sono infatti a rischio – per la natura stessa del loro lavoro – di malattie infettive che possono essere trasmesse per contatto con altri soggetti e/o materiali potenzialmente infetti. Per questo, le vaccinazioni indicate al fine di ridurre tale rischio, sono: antinfluenzale, antimeningococcica, anti epatite A e B, anti-herpes zoster, anti-morbillo-parotite-rosolia (MPR), anti varicella, anti meningoencefalite da zecca (TBE), anti-pertosse, anti-rabbica;  
  • persone a rischio per determinati comportamenti o condizioni come, ad esempio, la gravidanza, che aumentano il pericolo di malattie infettive. Per loro sono consigliate: anti-influenzale, anti epatite A e B, anti-pertosse, anti HPV (papilloma virus). 

Infine, anche l’età costituisce un potenziale fattore di rischio, indipendentemente dallo stato di salute. Ecco perché, a chi ha più di 65 anni, sono raccomandate vaccinazioni quali l’anti-influenzale, l’anti-pneumococcica e l’anti herpes zoster, volte a prevenire possibili ospedalizzazioni o forme patologiche acute.

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