Acconciatori e sicurezza sul lavoro: malattie professionali e infortuni

Parrucchieri: malattie professionali e sicurezza sul lavoro

Indice dei contenuti

Chiunque di noi, almeno una volta nella vita, è andato dal barbiere o dalla parrucchiera (ad oggi acconciatori) e ne ha potuto osservare il lavoro. Complice una certa assiduità di frequentazione e la presenza di specchi all’interno dei saloni, infatti, è facile notare e immaginare quali possano essere i rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro degli acconciatori e dei loro colleghi. Rischi che – in determinate circostanze – si possono tradurre in malattie professionali e/o infortuni: vediamoli nel dettaglio. 

Il settore: l’Emilia-Romagna come caso esemplificativo

Anche se non possiamo considerare il territorio dell’Emilia-Romagna come rappresentativo per le attività di altri territori, è possibile (e utile) analizzare le attività comprese nei “Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere” per questa Regione a partire dai dati resi disponibili da SIRP-ER1.

Tra le “Altre attività di servizi per la persona”, nel periodo 2019-2023, la classe di attività più numerosa è “S 96.02 Servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici”, con 9.023 aziende e 13.313 addetti. Si tratta, in altri termini, del 75% delle aziende e del 54% degli addetti delle “Altre attività di servizi per la persona”. Di seguito una tabella di approfondimento di queste attività economiche.

Codice ATECO PAT² Addetti³ Add./PAT
S 9602 Servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici 1 1 1,00
S 96020 Servizi degli acconciatori, manicure, pedicure e trattamenti estetici 8.546 12.829 1,50
S 960201 Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere 309 318 1,03
S 960202 Servizi degli istituti di bellezza 147 145 0,98
S 960203 Servizi di manicure e pedicure 20 20 0,97

La classe “S 96.02 Servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici” è composta soprattutto da aziende da 1 a 3 addetti.

Servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici

Malattie professionali e parrucchieri

Dopo anni di accessi, sappiamo che lavoratrici e lavoratori di questo settore (parrucchieri, barbieri, estetisti) muovono in continuazione le braccia, spesso con il gomito in alto e lontano dal corpo, con il polso flesso, esteso, deviato; con la mano in presa su utensili, con dita e pollice sollecitati.
Un’analisi empirica confermata anche dai dati oggettivi e scientifici: il 93% delle sospette malattie professionali denunciate all’INAIL è riconducibile al sovraccarico biomeccanico. Il 95% delle malattie che poi l’INAIL ha definito come di origine professionale (malattie riconosciute), sono anch’esse malattie da sovraccarico biomeccanico.
Si nota inoltre che l’INAIL ha definito come di origine professionale il 62% dei casi denunciati.

Sia per i casi denunciati (90%) che per i casi riconosciuti (88%), la prevalenza è decisamente femminile (correlata alla maggior presenza femminile di settore); mentre per quanto riguarda l’età, si rileva la presenza di malattie professionali in tutte le classi anagrafiche ma con una netta rilevanza per la fascia 51-60 anni

Malattie professionali per età

Sede della malattia: un indicatore importante per la prevenzione

Considerare quali sono le parti del corpo interessate dalla patologia è importante non solo perché permette di conoscere quali sono quelle maggiormente esposte ai rischi, ma anche per orientare l’attenzione verso la prevenzione.
Sia per le malattie denunciate che per quelle riconosciute, prevalgono le malattie della spalla, seguite da quelle del distretto mano/polso e poi dal gomito. Pochi invece i casi di malattie del rachide. Una distribuzione corrispondente a quello che ci si potrebbe aspettare ripensando al modo in cui sono svolte normalmente queste attività.

Sede della malattia

Per quanto riguarda le malattie qui definite come “altro” è utile notare di quali malattie si tratta: sono soprattutto malattie della pelle ovvero dermatiti allergiche o irritative da contatto con cosmetici o coloranti (14 casi denunciati di cui 12 riconosciuti) e malattie irritative o allergiche delle vie respiratorie (8 casi denunciati di cui 2 riconosciuti).
Di seguito l’elenco completo delle malattie professionali.

Elenco malattie professionali

Rischi e infortuni del mestiere

Se, tutto sommato, è piuttosto semplice ipotizzare il tipo di malattia professionale a cui è soggetto chi lavora in saloni di parrucchieri, barbieri e centri estetici, meno immediato è invece prevedere quali siano gli infortuni sul lavoro di questa categoria di lavoratori e lavoratrici. 

Come sempre, ricorriamo ai dati per cercare risposte affidabili. Soffermiamoci quindi sui tipi di infortuni4 accaduti nei 5 anni considerati (2019-2023). Per un confronto più efficace, usiamo come indicatore di rischio un tasso grezzo di infortuni, ovvero la media degli infortuni accaduti ogni mille addetti (media infortuni / media degli addetti moltiplicata per 1000).

Media degli infortuni per ogni addetto

Il confronto con le attività “C – Manifatturiere” per lo stesso periodo e territorio mostra un tasso di infortuni inferiore per “S 96.02 Servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici”, in particolare per gli infortuni che avvengono sul luogo di lavoro e, in misura inferiore, anche per gli infortuni in occasione di lavoro con mezzo di trasporto. I valori sono invece analoghi per gli infortuni in itinere.

Tasso di infortuni Servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici

Informazioni demografiche

Prendendo in esame il genere delle persone infortunate appare una marcata differenza: prevalgono infatti le lavoratrici per “S 96.02 Servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici”, mentre per “C – Manifatturiero” si registra una presenza soprattutto maschile. 

Infortuni riconosciuti per genere ed età

Considerando invece la nazione di nascita delle persone infortunate, la differenza fra i due tipi di attività è meno marcata.

Infortuni riconosciuti per nazionalità

Infine, per quanto riguarda l’età delle lavoratrici e dei lavoratori, risulta una presenza di casi in tutte le classi, soprattutto dai 20 ai 60 anni.

Infortuni riconosciuti per classe di età

Cosa è andato storto? La dinamica degli infortuni

La classificazione ESAW5  fornisce informazioni sulle modalità in cui si è verificato l’infortunio. Grazie a queste indicazioni è possibile analizzare gli accadimenti secondo alcune variabili come: il tipo di luogo, il tipo di lavoro, l’attività fisica, l’agente materiale dell’attività fisica, la deviazione rispetto alla norma, l’agente materiale deviazione, il contatto che ha provocato i danni alla vittima, l’agente materiale contatto, la sede della lesione, la natura della lesione.

Per interpretare ancora meglio i dati, dunque, ci possiamo porre alcune domande: 

  • Quali sono le lesioni più frequenti?
  • Cosa stava facendo la persona al momento dell’infortunio?
  • Cosa è andato storto?
  • Con quali oggetti stava lavorando o quali hanno avuto un ruolo nell’accaduto?
  • Quali sono i lavori pericolosi?
  • Quali sono i luoghi pericolosi?
  • Quali professioni sono state coinvolte?

Rispondiamo a questi quesiti prendendo in considerazione solo gli infortuni accaduti nel luogo di lavoro e in occasione di lavoro con mezzo di trasporto: sono, pertanto, esclusi gli infortuni in itinere. I dati che seguono sono sempre relativi al territorio dell’Emilia-Romagna e al periodo 2019-2023.

Le lesioni più frequenti

Le lesioni causate dagli infortuni sono soprattutto di tre tipi: lesioni superficiali (39%), fratture ossee (31%), lussazioni, distorsioni e stiramenti (21%). Non si tratta quindi di conseguenze banali, come si potrebbe pensare.

Grafico sul tipo di lesioni
Grafico sulla sede della lesione

L’attività specifica

Per comprendere la causa di questi infortuni, ci possiamo chiedere quale era l’attività fisica che si stava svolgendo. La maggior parte delle volte, si tratta di azioni “semplici” come: “Camminare, correre, salire, scendere, ecc.” (35%) o “Movimenti sul posto” (10%) o altri movimenti non precisati (6%).
Altre attività rilevate sono “Lavorare con utensili a mano manuali” (10%), “Prendere in mano, afferrare, strappare, tenere in mano, deporre – su un piano orizzontale” (6%).

Grafico sull'attività fisica specifica svolta al momento della lesione

La “deviazione” dalla norma

E ora vediamo cosa ha portato alla “deviazione” delle azioni che si stavano svolgendo, ovvero cosa è andato storto. La deviazione più frequente è stata “Scivolamento o inciampamento – con caduta di persona – allo stesso livello” (24%), seguita da “Passo falso, torsione di gamba o caviglia, scivolamento senza caduta” (17%), “Movimenti scoordinati, gesti intempestivi, inopportuni” (13%), e “Caduta di persona dall’alto” (9%).

Deviazone

Agenti materiali (oggetti di lavoro o coinvolti negli infortuni)

In genere, i tipi di agenti materiali che hanno avuto un ruolo negli infortuni sono numerosi.
In queste attività sono soprattutto: “Edifici, costruzioni, superfici” prevalentemente a livello (37%) ma anche in altezza (11%). Seguono poi: “Utensili a mano (7%), “Materiali, oggetti, prodotti, elementi costitutivi di macchine, detriti, polveri” (4%), “Dispositivi di convogliamento, trasporto e stoccaggio” (4%).
Di fatto si tratta di elementi di edifici, utensili a mano senza motore, imballaggi e mobili, carichi, persone.

Agenti materiali (oggetti di lavoro o coinvolti negli infortuni)

Lavori pericolosi

Capita spesso che gli infortuni avvengano durante mansioni ritenute “marginali” o accessorie rispetto all’attività principale. A ben guardare, infatti, la “Attività di servizio, cura, assistenza alla persona umana” appare solo nel 10% dei casi di infortunio.
La lavorazione più frequente è invece “Attività commerciale: acquisto, vendita, attività ad esse complementari” (30%), “Circolazione, con o senza mezzi di trasporto” (18%), “Pulizia di locali, di macchine – industriale o manuale” (16%).

Lavori pericolosi

Luoghi pericolosi

Entrando nel merito dei luoghi “pericolosi”, ovvero dove si è verificata la maggior parte degli infortuni, questi sono risultati in prevalenza nel “Luogo di vendita” o di “Attività terziaria” (60% dei casi). In misura decisamente inferiore, è stato indicato anche il “Luogo di cura” (6%) o il “Luogo pubblico (6%).

Luoghi pericolosi

Professioni coinvolte

Grazie all’elenco delle professioni svolte dalle lavoratrici e dai lavoratori che hanno subito gli infortuni si può ricavare infine una classifica delle professioni a maggior rischio in questo settore:

Professioni coinvolte

Pur partendo dall’analisi di un singolo territorio, questa panoramica rivela in modo significativo quali sono i rischi più frequenti di una professione apparentemente facile da interpretare ma che, come ogni mestiere, espone gli addetti a rischi potenziali non sempre visibili.


Note all’articolo: 

1. SIRP-ER -Il Sistema Informativo per la Prevenzione della Regione Emilia-Romagna è un portale che riunisce e rende fruibile il ricco patrimonio informativo disponibile sulla salute dei lavoratori.

2. PAT – Le PAT sono Posizioni Assicurative Territoriali, cioè indirizzi fisici dove vengono raggruppate le singole polizze assicurative. Una PAT non è assimilabile a un’unità produttiva perché può anche essere accentrata in altre sedi o nella sede legale.

3. Addetti – Gli addetti diffusi da INAIL non sono soggetti fisici, ma sono stimati a partire dalle masse salariali e rapportati all’intero anno. Si tratta di annualità salariali calcolate in base al salario per attività produttiva (ATECO) e provincia.

4. Tipi di accadimento e di conseguenzeOccasione di lavoro – Per infortunio in occasione di lavoro si intende un evento accaduto durante l’orario di lavoro, anche se ci si stava spostando dalla sede dell’azienda per lavoro. Stradale – Per infortunio stradale di intendono gli infortuni accaduti nelle principali vie di comunicazioni (stradali, ferroviarie, aeree e navali). Infortunio in itinere – È infortunio in itinere l’infortunio che si verifica lungo il tragitto casa-lavoro o luogo di ristoro e viceversa. T40 e PP16 – Gli infortuni gravi T40 sono quelli che hanno comportato un’assenza dal lavoro maggiore di 40 giorni o conseguenze più gravi come postumi permanenti o la morte del lavoratore. Gli infortuni gravi PP16 sono quelli che hanno comportato un’invalidità superiore al 15%. (Per gli infortuni gravi, l’ultimo anno considerato non è significativo. Per questa tipologia di infortuni è necessario molto tempo per l’esatta valutazione dei postumi (esiti permanenti), e inoltre è frequente il contenzioso in sede civile per stabilire l’entità oppure per stabilire il nesso causale fra danno e attività lavorativa).

5. ESAW = Statistiche europee degli infortuni sul lavoro. Classifica in particolare: tipo di lesione; parte del corpo lesa; tipo di luogo; tipo di lavoro; attività fisica specifica; agente materiale dell’attività fisica specifica; deviazione; agente materiale della deviazione; contatto – modalità di lesione; agente materiale del contatto – modalità di lesione.

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