3.7.4.1 Il metodo NIOSH

Modello raccomandato per il calcolo del limite di peso raccomandato (NIOSH 1993).

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Il NIOSH, nella sua proposta parte da un peso ideale di 23 kg valido per entrambi i sessi, valore che ovviamente risulta meno cautelativo per il sesso femminile (70%-80%).

Adottando la procedura suggerita dallo standard CEN 1005-2 e riassunta nella Tabella 1, è possibile diversificare i pesi di riferimento e, di conseguenza, salvaguardare allo stesso modo la stessa proporzione di popolazione (almeno il 90%, secondo altre norme tecniche europee) sia essa composta da maschi e femmine adulte, da adolescenti o da anziani.

Stabiliti i pesi ideali, ponendo ora l’attenzione ai fattori demoltiplicativi previsti, essi possono assumere valori compresi tra 0 ed 1.

Quando l’elemento di rischio potenziale corrisponde ad una condizione ottimale, il relativo fattore assume il valore di 1 e pertanto non porta ad alcun decremento del peso ideale iniziale.

Quando l’elemento di rischio è presente, discostandosi dalla condizione ottimale, il relativo fattore assume un valore inferiore a 1; esso risulta tanto più piccolo quanto maggiore è l’allontanamento dalla relativa condizione ottimale: in tal caso il peso iniziale ideale diminuisce di conseguenza.

In taluni casi l’elemento di rischio è considerato estremo: il relativo fattore viene posto uguale a 0 significando che si è in una condizione di inadeguatezza assoluta per via di quello specifico elemento di rischio.

In sintesi l’adozione del citato standard europeo (EN 1005-2) comporta l’uso della nota procedura NIOSH (1993) tale e quale per quanto riguarda i fattori di demoltiplicazione (che corrispondono ai principali, anche se non a tutti, gli elementi di rischio lavorativo, citati nell’allegato XXXIII), partendo tuttavia da pesi “ideali” diversificati per sesso ed età e livello di protezione potenzialmente assicurato.

Tabella 1: Costanti di peso e percentuali di accettabilità nella popolazione generale e lavorativa (da EN 1005-2)

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Ne deriva lo schema di che può essere usato comodamente come scheda di valutazione del rischio connesso ad azioni di sollevamento.

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In tale schema per ciascun elemento di rischio fondamentale sono forniti dei valori quantitativi e qualitativi (nel solo caso del giudizio sulla presa) che l’elemento può assumere ed in corrispondenza viene fornito il relativo fattore demoltiplicativo del valore di peso iniziale. Applicando la procedura a tutti gli elementi considerati si può pervenire a determinare il limite di peso raccomandato nel contesto esaminato. Il passo successivo consiste nel calcolare il rapporto tra peso effettivamente sollevato (numeratore) e peso limite raccomandato (denominatore) per ottenere un indicatore sintetico del rischio. Tale indicatore di rischio è minimo per valori tendenziali inferiori a 1; è al contrario presente per valori tendenziali superiori ad 1; tanto è più alto il valore dell’indice tanto maggiore è il rischio. Va comunque precisato che la procedura di calcolo del limite di peso raccomandato è applicabile quando ricorrono le seguenti condizioni:

  • sollevamento di carichi svolto in posizione in piedi (non seduta o inginocchiata) in spazi non ristretti;
  • sollevamento di carichi eseguito con due mani;
  • adeguata frizione tra piedi (suola) e pavimento (coeff. di frizione statica > 0,4);
  • gesti di sollevamento eseguiti in modo non brusco;
  • carico non estremamente freddo, caldo, contaminato o con il contenuto instabile;
  • condizioni microclimatiche favorevoli.

Per coloro che non volessero ricorrere allo schema di figura 4 vengono forniti nella tabella sottostante (tabella 2) gli estremi per il calcolo analitico dei diversi fattori (per i fattori presa e frequenza fare riferimento a Tabella 3).

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Fattore verticale (A) = 1 – (0,003 ˙ V – 75) ove V = altezza delle mani da terra (cm).

Fattore distanza verticale (B) = 0,82 + (4,5 / X) ove X = dislocazione verticale (cm).

Fattore orizzontale (C) = 25/H ove H=distanza orizzontale fra corpo e centro del carico (cm).

Fattore asimmetria (D) = 1- (0,0032 y) ove y = angolo di asimmetria (gradi).

Fattore presa (E) = Vedere schema Fig. 2.

Fattore frequenza (F) = Desumere da Tab. 2.

Tabella 3 – Fattore frequenza in funzione di n. azioni, durata del lavoro (F)

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Laddove il lavoro di un gruppo di addetti dovesse prevedere lo svolgimento di più compiti diversificati di sollevamento si dovranno seguire, per la valutazione del rischio, procedure di analisi più articolate, in particolare:

  1. per ciascuno dei compiti potranno essere preliminarmente calcolati gli indici di sollevamento indipendenti dalla frequenza/durata, tenendo conto di tutti i fattori di Figura 4 o della Tabella 1, ad eccezione del fattore frequenza;
  2. partendo dai risultati del punto a), si può procedere a stimare un’indice di sollevamento composto tenendo conto delle frequenze e durata del complesso dei compiti di sollevamento nonchè della loro effettiva combinazione e sequenza nel turno di lavoro.

In ogni caso l’indice di sollevamento (composto) attribuito agli addetti che svolgono compiti multipli di sollevamento sarà almeno pari (e spesso maggiore) di quello derivante dalla valutazione del singolo compito più sovraccaricante (considerato con la sua specifica frequenza/durata).

Peraltro la proposta è suscettibile di ulteriori adattamenti con riferimento a sottoinsiemi particolari della popolazione (anziani, minori, portatori di patologie, etc.) attraverso la scelta di valori di peso iniziale (o “ideale”) specifici per tali gruppi. Va ancora riferito che in taluni casi particolari, all’equazione originaria del NIOSH possono essere aggiunti altri elementi la cui considerazione può risultare importante in determinati contesti applicativi. Agli stessi corrisponde un ulteriore fattore di demoltiplicazione da applicare alla formula generale prima esposta. Va chiarito che la piena validità di questi ulteriori suggerimenti è tuttora oggetto di dibattito in letteratura; tuttavia gli stessi vengono forniti per migliorare la capacità di analisi in alcuni contesti quali:

  • sollevamenti eseguiti con un solo arto: applicare un fattore = 0,6;
  • sollevamenti eseguiti da 2 persone: applicare un fattore = 0,85 (considerare il peso effettivamente sollevato diviso 2).

Per sollevamenti svolti in posizione assisa e sul banco di lavoro sarebbe bene non superare il valore di 5 kg per frequenze di 1 v. ogni 5 minuti (diminuire il peso per frequenze superiori).

Indicatori di rischio

Lo schema di calcolo proposto in figura 4 permette di ottenere indicatori sintetici di rischio derivanti dal rapporto tra il peso effettivamente movimentato e il peso raccomandato per quell’azione. In particolare valgono i seguenti orientamenti secondo le fasce di rischio verde, giallo, rosso:

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