4.1 Introduzione

Il rumore rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la salute dei lavoratori, sia per la diffusione che per la gravità dei danni correlati. Il rumore è un suono percepito come sgradevole e fastidioso. Il suono è un’onda invisibile all’occhio umano creata dalla vibrazione dell’aria. Il suono si definisce “acuto” quando le onde sono più vicine, si definisce “grave” quando le onde sono più distanti. La maggior vicinanza o distanza delle onde viene definita “frequenza” e si misura in Hertz (Hz). L’intensità del suono si misura con un fonometro e viene espressa in decibel (dB). Poiché la sensibilità dell’udito cambia al variare della frequenza (tonalità), sono applicati filtri di ponderazione specifici. La ponderazione di frequenza più usata è la A, i cui risultati, definiti con dBA, sono molto vicini alla risposta data dall’orecchio umano.

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Il “danno” (ipoacusia accompagnata spesso da fischi e ronzii) non si manifesta immediatamente ma nel tempo, in modo progressivo e irreversibile. I dispositivi di protezione individuali (DPI) dell’udito (vedi 4.1.1 “NORME UNI – Protezione dell’udito”vedi 4.1.2 “Oto-protettori”), o protettori auricolari devono essere utilizzati (vedi 4.1.3 “Obblighi del Datore di lavoro e dei Lavoratori”) come ultima risorsa dopo aver esaurito ogni altra iniziativa di tipo tecnico, organizzativo e procedurale per la riduzione dell’esposizione del lavoratore al rumore (Norma UNI 9432:2008 “Acustica – Determinazione del livello di esposizione personale al rumore nell’ambiente di lavoro” )

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È grazie alle loro proprietà di attenuazione che questi DPI riducono gli effetti del rumore sull’udito, cioè il “danno uditivo”. Per l’udito, oltre al fattore di rischio rumore, si evidenzia l’esistenza del fattore di rischio “ototossicità”, azione lesiva molto selettiva sull’apparato uditivo, in particolare sul nervo acustico, con alterazione dell’udito e dell’equilibrio. Le sostanze ototossiche possono interagire quando utilizzate simultaneamente e il danno complessivo può essere maggiore di quello che deriverebbe dalle due singole sostanze (effetto sinergico). I solventi hanno azione neurotossica (cioè azione tossica sul tessuto nervoso) sul Sistema Nervoso Centrale (SNC) e sul Sistema Nervoso Periferico (SNP).

Elenco di  sostanze utilizzate segnalate come ototossiche

  • Monossido di carbonio
  • Stirene
  • Toluene
  • Xilene
  • Etilbenzene
  • Tricloroetilene
  • Disolfuro di carbonio
  • n-esano
  • Piombo
  • Manganese
  • Arsenico
  • Mercurio