Per proteggere dalla contaminazione radioattiva, il guanto deve essere impermeabile e deve superare anche la prova di penetrazione prevista dalla norma EN 374-2.

Per operazioni da effettuarsi in recinzioni di contenimento, il guanto deve offrire un’elevata resistenza alla permeabilità di vapore acqueo.

La misurazione della permeabilità al vapore acqueo può essere quindi un fattore importante nella selezione di un guanto.

Il livello di prestazione relativo alla permeabilità al vapor acqueo deve essere determinato con metodo normato e registrato come “livello di prestazione-permeabilità al vapor acqueo “ (indicato con un parametro che va da 1 a 5).

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Per proteggere dalle radiazioni ionizzanti, il guanto deve contenere un certo quantitativo di piombo indicato come “Spessore Equivalente” di piombo (Misurata tramite raggi X e raggi gamma).

Questa indicazione (in mm: 0 – 0.05 – 0.10 – 0.15 – 0.20 – 0.25 – 0.30 – 0.35 – 0.40 -0.45 – 0.50) deve essere marcata su ogni guanto. Inoltre i materiali esposti a radiazioni ionizzanti possono modificare il loro comportamento in dipendenza delle criccature da ozono.

La prova di resistenza all’ozono indicato come “livello di prestazione – resistenza alla criccatura da ozono” è facoltativa e permette di identificare la resistenza all’invecchiamento del materiale se soggetto a radiazione ionizzante (indicato con un parametro che va da 1 a 4).

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Il guanto può essere costruito utilizzando un solo tipo di materiale o più strati di materiali. La scelta del materiale è definita dai requisiti d’uso finale. Nel caso di protezione contro radiazioni ionizzanti esterne, il guanto può contenere piombo (PbO, Pb3O4) o altri elementi metallici pesanti, che agiscono da attenuatori, in uno o più strati. Nel caso di protezione contro la contaminazione radioattiva, secondo la natura o la condizione degli agenti contaminanti (polvere, gas, liquidi o miscele), la protezione necessaria può essere fornita dall’impermeabilità del guanto. In sintesi i guanti per la protezione contro le radiazioni ionizzanti e la contaminazione radioattiva devono essere certificati e in quanto tale:

  • sono marchiati CE;
  • hanno una scheda tecnica allegata contenente i dati di certificazione;
  • sono omologati innanzitutto secondo la norma UNI EN 421.

Alcuni esempi di comparti in cui può essere presente il rischio di esposizione a radiazioni ionizzanti e a contaminazione radioattiva del sistema mano-braccio sono: cardiologia, oncologia, ricerca e industria nucleare.