Infortuni mortali (Infor.MO) nel comparto F42

Infor.MO, è un sistema di sorveglianza nazionale degli infortuni mortali e gravi sul lavoro, nato grazie a un progetto di ricerca sperimentalmente avviato dall’Ispesl e dal Ministero della Salute, alla cui realizzazione hanno collaborato i principali soggetti istituzionalmente preposti alla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, specificamente il Servizio Sanitario Nazionale, attraverso gli Assessorati regionali alla sanità e i Dipartimenti di prevenzione delle Asl, l’Ispesl, l’Inail, con il contributo delle Parti Sociali. 

Le informazioni sugli infortuni mortali e gravi nell’archivio nazionale del Sistema Infor.MO, sono inserite dagli operatori delle Asl.

Anche l’attività di “Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione” è stata coinvolta in casi di infortuni mortali. Dal sistema Infor.MO sono state estratte le descrizioni di 3 casi che si presentano di seguito, senza commento:

> Caso A

All’interno di un capannone prefabbricato, in una porzione di esso, si stavano effettuando lavori di completamento, mentre nella restante parte era già iniziata l’attività lavorativa. Nella parte non completata vi erano dei muratori che dovevano realizzare l’armatura di plinti e degli idraulici che stavano eseguendo lavori di preparazione per la posa di tubature per l’adduzione di acqua calda all’impianto di riscaldamento. Nel fabbricato era già stato installato un carroponte che poteva traslare per tutta la lunghezza. Il personale incaricato all’installazione delle tubature lavorava nell’area cantiere  utilizzando una piattaforma elevabile. Un lavoratore operava sulla piattaforma mentre un altro si era trasferito sulla trave di campata su cui erano posate le guide del carroponte.

Il carroponte era utilizzato nell’area lavorativa dell’azienda quando i muratori chiedevano di poterla utilizzare per posare l’armatura nello scavo. Un socio dell’azienda, presente in quel momento, consentiva l’utilizzo dell’attrezzatura. Un lavoratore ha condotto il carroponte fino all’area del cantiere dove, senza che nessuno se ne accorgesse, urtava la piattaforma ribaltandola a terra. Il lavoratore che si trovava sulla piattaforma,  nonostante fosse legato con cintura di stazionamento, dopo aver sbattuto a terra è stato sbalzato lontano. I danni riportati nella caduta ne hanno causato il decesso. L’altro lavoratore che era imbragato e agganciato ad un punto di ancoraggio, vedendosi investito dal carroponte si è buttato giù dalla trave restando appeso ma subendo lievi danni. (2008)

> Caso B

L’infortunato è salito sul tetto di un condominio alto circa 15 metri per raggiungere la canna fumaria dell’impianto di riscaldamento che necessitava di pulizia in quanto era ostruita. Mentre camminava sul tetto per raggiungere il manufatto, cadeva a terra in quanto non era stato installato nessun dispositivo di protezione atto ad evitare la caduta dall’alto ( es: parapetti o linee vita). Vista la conformazione della copertura e la posizione della canna fumaria sarebbe stato possibile accedere in quota ed intervenire sulla canna fumaria in sicurezza, attraverso l’uso di una piattaforma elevabile. (2012)

> Caso C

L’infortunato, titolare di impresa di installazione e manutenzione impianti idraulici, era intervenuto su chiamata per ripristinare il funzionamento dell’impianto di riscaldamento della scuola. Nel tardo pomeriggio interveniva da solo sui componenti dell’impianto posti all’interno di un pozzetto di 0.7 x 0.7 m profondità 1.0 m quando evidentemente dopo essersi sporto all’interno del pozzetto con la parte superiore del corpo rimaneva incastrato e non riusciva più a risalire.

Dall’autopsia la causa della morte risulta “asfissia con importante componente posizionale in soggetto obeso, iperteso e cardiopatico”. (2021)