Macchine per il legno: quali rischi e come garantire la sicurezza dei lavoratori

Macchine per la lavorazione del legno: rischi e prevenzione

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La fonte principale del rischio infortunistico per chi lavora nel comparto legno (codice ATECO1 C 31) è legata all’utilizzo delle macchine e degli impianti. Gli operatori possono essere esposti infatti a diversi pericoli: di natura meccanica (schiacciamento, taglio, urto, scivolamento e così via); elettrica o termica (per contatto con parti in tensione o calde, ad esempio); di tipo acustico e, infine, di tipo fisico, per via delle vibrazioni meccaniche trasmesse al corpo umano dalle attrezzature durante il loro funzionamento. Per questo è essenziale preoccuparsi e occuparsi di tutti gli aspetti che possono aiutare a prevenire i rischi legati alle macchine per la lavorazione del legno. La formazione del personale e la conoscenza approfondita degli strumenti sono tra le attività raccomandate, insieme a un idoneo livello di manutenzione e al rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza. Solo così si può cercare di proteggere adeguatamente i lavoratori ed evitare contatti accidentali  non sempre reversibili.

L’importanza della manutenzione delle macchine per la lavorazione del legno

Una corretta attività di manutenzione riesce a garantire l’efficienza e l’affidabilità di macchine e impianti, divenendo quindi un fattore indispensabile di sicurezza. La manutenzione può essere di due tipi: 

  • ordinaria, con operazioni programmate per prevenire il deterioramento della macchina. Tra queste rientrano, ad esempio, la lubrificazione, l’ingrassaggio, la registrazione, la pulizia, i controlli periodici, ecc.; 
  • straordinaria, che serve a ripristinare l’efficienza dopo un’avaria o a seguito della rottura di qualche pezzo e, pertanto, non è mai a carattere preventivo ma sempre correttiva e di emergenza. 

È evidente dunque che l’introduzione di regolari azioni di manutenzione preventiva ridurrebbe ulteriormente i rischi per la salute e la sicurezza nel settore.

Non bisogna però ignorare il fatto che lo stesso intervento manutentivo può rappresentare una fonte di pericolo ed è dunque necessario che le regole fondamentali di sicurezza siano rispettate fin dalla progettazione delle attrezzature. Ad esempio: i punti di lubrificazione e regolazione devono essere situati fuori dalle zone pericolose e gli interventi devono poter essere eseguiti a macchina ferma o in condizioni di sicurezza migliorate (come la velocità ridotta o in modalità intermittente); gli elementi delle macchine automatizzate che vanno sostituiti frequentemente devono essere facilmente smontabili e rimovibili senza esporre il manutentore a rischi.

La “direttiva macchine”: una tutela per la sicurezza dei lavoratori

Fin dall’avvento della prima “direttiva macchine” – in vigore dal settembre 1996 – la sicurezza intrinseca delle macchine è migliorata. Questa norma infatti stabilisce i requisiti essenziali di sicurezza che le macchine devono avere per poter circolare liberamente all’interno dei Paesi dell’Unione Europea. Le macchine che rispondono a questi requisiti sono corredate da: 

  • una targhetta, leggibile e indelebile, con la marcatura CE; 
  • dichiarazione CE di conformità; 
  • manuale d’uso e manutenzione, contenente anche la descrizione dettagliata dei pericoli della macchina e delle protezioni di cui è dotata. 

Bisogna tener presente, però, che sono ancora diffuse e in uso all’interno delle aziende diverse macchine antecedenti al settembre 1996. Per queste attrezzature, la normativa di riferimento rimane il D.Lgs. 81/08: nell’allegato V sono specificati i requisiti generali di sicurezza previsti per le macchine costruite prima che venissero recepite le direttive europee.
In particolare, la parte 2 punto 5.5 dell’allegato prende in esame alcune specifiche macchine utensili per legno e descrive in modo dettagliato i dispositivi di sicurezza di cui devono essere dotate.

Lavorazione del legno e rischi: le macchine più usate

Analizziamo ora alcune delle macchine per il legno più comunemente utilizzate per valutare elementi di rischio e sistemi di sicurezza previsti. 

Seghe a nastro

La sega a nastro o bindella è una macchina che permette di tagliare diversi materiali, tra cui listelli di legno e simili. Normalmente è costituita da una incastellatura che sorregge due volani su cui è posta la lama, e un piano d’appoggio con una scanalatura dove passa la lama stessa.

Per evitare i contatti accidentali con il nastro nel tratto che va dal volano superiore al piano di lavoro, deve essere presente una protezione mobile del tratto di nastro che fuoriesce dal volano superiore non strettamente necessario alla lavorazione. Questa protezione deve:

  • impedire il contatto con l’utensile su 4 lati; 
  • essere montata in modo tale che segua lo spostamento del guidalama superiore;
  • essere regolata affinché riesca a passare solo il pezzo in lavorazione.

L’avanzamento del pezzo, specialmente in caso di pezzi corti e sottili, deve essere effettuato mediante un trascinatore amovibile realizzato in modo che l’arresto della macchina provochi automaticamente l’arresto del trascinatore. In alternativa, si possono usare attrezzature idonee come spingipezzi e simili. Deve essere inoltre previsto un dispositivo di frenatura automatica a pedale comandato dall’operatore che consenta l’arresto della lama in tempi brevi.
Per evitare i contatti accidentali con il tratto di nastro opposto alla zona di taglio che scorre tra il volano superiore e quello inferiore, dovranno invece essere previsti dei carter fissi o, in alternativa, carter mobili provvisti di dispositivi di blocco elettrico.

Seghe circolari

La sega circolare è uno strumento utilizzato per eseguire tagli rettilinei. È chiamata circolare per la forma della lama: un disco metallico dentato che gira.

L’utensile deve essere protetto sopra il piano di lavoro da una cuffia registrabile: la cuffia deve essere regolabile e bloccabile all’altezza del pezzo da segare e costituita da materiale resistente capace di impedire la proiezione di materiale. Per rendere più sicuro il lavoro, specialmente nella lavorazione di pezzi corti e sottili, andrà utilizzato un dispositivo (uno spingipezzo o simili) per distanziare le mani dall’utensile il più possibile. Per evitare che il pezzo venga respinto e quindi proiettato all’esterno, è necessario che sia installato un coltello divisore dietro alla lama, a non più di 3 mm dal disco, con uno spessore uguale o inferiore a 0.5 mm. Il coltello divisore andrà collocato in modo che il punto più alto sia inferiore di 5 mm rispetto alla sporgenza della lama e dovrà avere un profilo non tagliente e un forte arrotondamento dell’estremità superiore. La parte sotto il piano di lavoro deve essere protetta da carter fissi ai due lati dell’utensile.

Troncatrice

La troncatrice è una macchina utensile, sia portatile che da banco, progettata per eseguire tagli netti, rapidi e di alta precisione su materiali come legno, metallo, alluminio e plastica. A differenza di una comune sega, la troncatrice permette di “troncare” pezzi di materiale (come travi, tubi o profilati) a lunghezze specifiche e con angolazioni precise.

Per evitare il contatto con il disco dentato, la macchina deve avere un carter fisso che copra la metà superiore del disco e un carter mobile nella metà inferiore a protezione di entrambi i lati del disco. Quest’ultimo carter deve essere oscillante e collegato a un sistema di leveraggi o incernierato ad un perno in modo da coprire la parte non operativa del disco durante il taglio. Il pulsante di avviamento posto sull’impugnatura deve essere a pressione continua per far sì che, in fase di rilascio, la macchina si fermi e deve essere protetto contro gli azionamenti accidentali con un anello di guardia o contornato da una ghiera.

Toupie

La toupie è un utensile a motore elettrico, in particolare è un tipo di fresatrice, usata nella lavorazione del legno per profilare dei pannelli in legno o truciolare, oppure per ricavare delle fresate su un pannello.

Per tutelare la sicurezza degli operatori durante i lavori di profilatura con guida rettilinea, va prevista una cuffia di protezione dietro il dispositivo di guida che racchiuda la parte di utensile non utilizzata per la lavorazione. L’avanzamento del pezzo va effettuato con un trascinatore amovibile o con una protezione davanti al dispositivo di guida (archetto respingente) o un dispositivo pressorio. Contro il contatto accidentale con l’utensile durante il lavoro di profilatura con guida curva deve essere presente inoltre una protezione dell’utensile (es. anello) sostenuta da supporti sul tavolo di lavoro e indipendente dall’albero, regolabile in altezza. Inoltre, le sagome su cui vengono fissati i pezzi devono essere munite di impugnature idonee e mantenute in buone condizioni. La macchina dovrà essere dotata di dispositivi di aspirazione atti per intercettare trucioli e polveri del legno.

Pialla a spessore

La pialla a spessore è una macchina che serve a ridurre lo spessore di una tavola o di un listello in modo uniforme e preciso. A differenza della pialla a filo, che serve a raddrizzare la prima faccia del legno (“mettere a filo”), la pialla a spessore lavora sulla faccia opposta per rendere il pezzo di uno spessore costante e parallelo alla faccia già rettificata.

Presa e trascinamento dei rulli di avanzamento del pezzo sono i principali rischi a cui si è esposti quando si utilizza questa macchina. Per questo, va prevista una copertura di protezione o cuffia mobile provvista di dispositivo di blocco elettrico con ritenuta che permetta l’apertura solo a macchina ferma. Questa protezione evita anche il contatto accidentale con l’albero portacoltelli e la presa ed il trascinamento dei rulli di uscita del pezzo. Contro il rischio di proiezione del pezzo in lavorazione per rifiuto dovranno essere presenti appositi martelletti o dispositivi analoghi.

Bordatrice

La bordatrice per legno è un macchinario fondamentale in falegnameria per applicare una striscia di finitura (bordo) sullo spessore dei pannelli, come truciolare o MDF, migliorandone l’estetica e la resistenza a umidità e urti.

Una cabina o cuffia di protezione mobile provvista di dispositivo di blocco elettrico o fotocellule esclude il contatto accidentale con gli utensili, la presa e il trascinamento da parte dei rulli o nastri di avanzamento del pezzo e lo schiacciamento tra cilindro trascina bordi e bordi. Per evitare le scottature per contatto con la vasca della colla, la macchina dovrà essere dotata di riparo davanti alla vaschetta o rivestimento con materiale termoisolante.

Scorniciatrice

La scorniciatrice è una macchina industriale progettata per la lavorazione longitudinale del legno. Partendo da un pezzo di legno grezzo o semilavorato, questa macchina è in grado di raddrizzare, piallare su tutti i lati e sagomare il legno in un unico passaggio, ottenendo profili costanti come cornici, battiscopa o listelli sagomati.

Per evitare il rischio di contatto accidentale con gli utensili e gli schiacciamenti per presa e trascinamento da parte dei rulli di avanzamento del pezzo, è necessario che la scorniciatrice sia dotata di una cabina di protezione mobile con dispositivo di blocco elettrico, oppure che ci siano cuffie di protezione applicate ad ogni utensile ad eccezione della sola parte strettamente necessaria alla lavorazione. La cabina deve essere provvista inoltre di dispositivi (ad esempio dei pistoni) che assicurino il fermo in posizione di apertura e la discesa rallentata.

Cavatrice o fresa a catena

In falegnameria, la cavatrice è una macchina utensile fondamentale per creare cavità, fori o asole nel legno. Viene adoperata principalmente per realizzare incastri tenone-mortasa, alloggiamenti per serrature, cerniere e doghe. Utilizza una catena tagliente simile a quella di una motosega che affonda verticalmente nel legno. È la macchina d’elezione per creare rapidamente le sedi profonde delle serrature nelle porte.

La catena va protetta con uno schermo scorrevole su guide fisse e con un interruttore che innesti automaticamente il comando dell’utensile abbassando l’apposita leva collegata alla slitta e che, al ritorno della slitta in posizione iniziale, ne provochi il disinnesto. Per evitare la proiezione del pezzo in lavorazione questo va fissato mediante apposite morse o griffe.

Calibratrice o levigatrice automatica

La calibratrice per legno è una macchina industriale che riduce lo spessore dei pannelli di legno (calibratura) e leviga le superfici (finitura) con precisione decimale. Il materiale passa sotto rulli abrasivi, rendendo le facce piane, lisce e pronte per la verniciatura o l’assemblaggio.

Per evitare il contatto accidentale con il nastro abrasivo, nella zona di imbocco del pezzo va installata una protezione composta da costola mobile collegata a un dispositivo di blocco elettrico: se sollecitata, abbassa il tappeto di avanzamento del pezzo e arresta il funzionamento della macchina. Lo schiacciamento tra parti mobili pericolose della macchina (tappeto in uscita e rulli di trascinamento pezzo) e struttura fissa della stessa può essere escluso riducendo lo spazio tra le parti mobili e quelle fisse in modo da impedire l’introduzione delle mani.
Infine, la macchina andrà dotata di protezione costituita da due portelli laterali mobili con microinterruttori di sicurezza per scongiurare il contatto accidentale con il nastro abrasivo; e con i rulli tendinastro durante la loro regolazione.

Trapano a colonna

Il trapano a colonna è una macchina utensile fissa, da banco o a pavimento, progettata per eseguire forature precise, perpendicolari e profonde su materiali come metallo, legno e plastica. A differenza dei trapani portatili, garantisce alta stabilità e sicurezza grazie alla colonna verticale che sostiene il motore e alla morsa che blocca il pezzo.

Deve essere dotato di carter che circoscrivono la zona pericolosa e munito di interruttore di sicurezza, così da impedire il contatto con l’utensile e la proiezione di materiali. Per evitare il contatto con cinghie e pulegge (organi di trasmissione del moto), invece, deve essere presente un coperchio del variatore dei giri con microinterruttore.

Le macchine per la lavorazione del legno sono numerose e ciascuna presenta rischi di tipo diverso. Tuttavia, l’adozione dei dispositivi di sicurezza, la manutenzione preventiva e la sensibilizzazione del personale che le adopera possono scongiurare infortuni alle persone e danni alle macchine stesse. Come sempre, infatti, la prevenzione è frutto di un’attività corale e coordinata, che parte anche dalla progettazione degli strumenti.


Note all’articolo

  1. ATECO – L’ATECO è la classificazione delle attività economiche adottata dall’Istat per finalità statistiche, cioè per la produzione e la diffusione di dati statistici ufficiali. Il codice ATECO di basa su 6 livelli che indicano: sezioni (lettere), divisioni, gruppi, classi, categorie, sottocategorie.

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