Impiantisti idraulici e Sorveglianza Sanitaria: ecco cosa emerge dai dati dell’Emilia-Romagna

Impiantisti idraulici: i dati della Sorveglianza Sanitaria

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I dati sulla Sorveglianza Sanitaria sono una fonte di informazioni importante che, se analizzati nel dettaglio, permettono di ottenere un quadro ancora più preciso e completo sul livello di sicurezza e salute dei lavoratori di alcuni settori. È così, ad esempio, anche per l’attività economica “Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione” (F 43.22 del codice ATECO1).
In questo articolo, prendiamo in esame le comunicazioni dei medici competenti effettuate nel 2025 – e pertanto relative agli accertamenti sanitari svolti nel 2024 – in Emilia-Romagna e resi disponibili per la consultazione dal sistema SIRP-ER2 in collaborazione con INAIL. 

Sorveglianza Sanitaria e medico competente: di cosa si tratta? 

Quando il datore di lavoro assegna una determinata mansione ai lavoratori, deve considerare anche le loro capacità fisiche e di salute. Per questo si affida ad un medico competente3, che aiuta l’azienda a valutare i rischi per la salute e sicurezza sul lavoro e si occupa di effettuare i controlli sanitari ai dipendenti.
Il medico competente, dunque, svolge alcune mansioni fondamentali:

  • organizza ed esegue le visite mediche seguendo protocolli sanitari basati sui rischi specifici di ogni singola mansione caratterizzante l’attività lavorativa aziendale e sulle conoscenze scientifiche più aggiornate;
  • comunica a ogni lavoratore i risultati della propria visita;
  • una volta all’anno, durante la riunione periodica sulla sicurezza, informa l’azienda per iscritto sui risultati generali di tutte le visite fatte (in forma anonima) e ne illustra il significato per migliorare la tutela della salute dei lavoratori;
  • infine, tramite un sistema online, invia ogni anno i dati aggregati anonimi al Servizio sanitario nazionale della zona.

In sintesi, il medico competente verifica la salute dei lavoratori e condivide quanto rilevato sia all’interno dell’azienda, che presso le istituzioni competenti, a beneficio quindi sia della singola realtà, che dell’intera comunità. 

I dati 2024 dell’Emilia-Romagna: quante aziende hanno attivato la Sorveglianza e quanti impiantisti idraulici sono stati visitati? 

Nel 2025 sono state trasmesse 1.202 comunicazioni relative a 11.428 lavoratori sottoposti a Sorveglianza Sanitaria. Pertanto, nel 2024 sono state effettuate 8.777 visite mediche. Le comunicazioni sono state svolte da 280 medici distinti. Considerando l’anno 2024 e il numero di addetti e aziende (PAT4), risulta sottoposto a Sorveglianza Sanitaria un numero di addetti pari al 59,9% mentre il numero di comunicazioni inviate corrisponde a circa il 18% delle aziende (considerando tutti i comparti la percentuale è 19%). I controlli medici riguardano pertanto più della metà degli addetti5.

Quali sono i rischi emersi durante la valutazione e che hanno attivato la Sorveglianza Sanitaria? 

L’analisi dei rischi, elemento fondamentale da cui cominciare per verificare la necessità di attivare la Sorveglianza Sanitaria, è anche un elemento utile a completare le informazioni ricavate dalla frequenza degli infortuni per chi si occupa di impianti idraulici. Si tratta qui di rischi correlati a danni che si manifestano nel tempo e a cui si tende ad essere meno attenti. Al primo posto per numero di esposti vi sono “Altri rischi evidenziati da V.R.”, ovvero diversi da quelli elencati, ma non definibili con i soli dati di queste comunicazioni.

Fra i rischi definiti, invece, “Movimentazione manuale dei carichi” è il rischio a cui è esposto il maggior numero di lavoratori (66% dei sottoposti a sorveglianza sanitaria). Molto significativa l’esposizione a rumore (55%), agenti chimici (51%) e rischi posturali (47%). Da segnalare anche il rischio da esposizione a vibrazioni mano braccio ed agenti biologici (31% per entrambi).

Quanti lavoratori al termine della visita non hanno avuto una piena idoneità al lavoro (e per quali rischi)? 

Il 32% dei lavoratori visitati non ha avuto una piena idoneità al lavoro (contro il 25% dei lavoratori se si considerano tutti gli altri comparti). Le idoneità con limitazioni o prescrizioni e le non idoneità sono un indicatore di situazioni di difficoltà per il lavoratore e per l’azienda. Non sono sempre indicazione di rischio ma richiedono ogni volta un’attenta valutazione delle condizioni di lavoro, delle esposizioni, dei possibili miglioramenti. In una parola, richiedono attenzione e azione nei singoli casi, nelle aziende, nel sistema complessivo. Queste idoneità richiedono inoltre al medico l’attivazione di tutte le funzioni attribuite dal D.Lgs 81/08.
Nella tabella seguente sono indicate le idoneità parziali e le inidoneità totali per ciascun rischio. Come si può notare, la mancanza di una piena idoneità è significativa per quasi tutti i rischi.

Un confronto con le altre attività presenti in Emilia-Romagna

Il confronto con tutte le altre attività presenti in Emilia-Romagna considerate nel loro insieme evidenzia un’esposizione superiore degli impiantisti idraulici a tutti i principali rischi.

Se invece prendiamo in considerazione la percentuale di soggetti sottoposti a sorveglianza sanitaria che in esito della visita medica hanno ricevuto un parere di idoneità parziale da parte del medico competente, e mettiamo a paragone queste attività con tutti i comparti, emerge una percentuale di idoneità parziali lievemente superiore.


Note all’articolo

  1. ATECO – L’ATECO è la classificazione delle attività economiche adottata dall’Istat per finalità statistiche, cioè per la produzione e la diffusione di dati statistici ufficiali. Il codice ATECO di basa su 6 livelli che indicano: sezioni (lettere), divisioni, gruppi, classi, categorie, sottocategorie.
  2. SIRP-ER: Il Sistema Informativo per la Prevenzione della Regione Emilia-Romagna è un portale che riunisce e rende fruibile il ricco patrimonio informativo disponibile sulla salute dei lavoratori.
  3. Dal 7 giugno 2024 è stato pubblicato nel Sistema Informativo Regionale per la Prevenzione (SIRP ER) un sistema di interrogazione che affianca quello già disponibile relativo ai Flussi Informativi. È infatti presente una sezione specifica relativa ai dati delle comunicazioni ex art. 40 che consente ricerche, monitoraggio, programmazione della prevenzione a tutte le figure della prevenzione a livello sistemico. Può anche consentire a singole aziende e unità produttive riflessioni e confronti per le proprie scelte di prevenzione. La possibilità di incrociare i dati delle aziende con sorveglianza sanitaria dai medici competenti, con le anagrafiche delle aziende assicurate da INAIL e presenti nei Flussi Informativi che già alimentano il SIRP E-R, permette al sistema di attribuire la quasi totalità dei codici ATECO e colma la più grande lacuna dei dati dell’allegato 3B e ciò che ne ha impedito un più largo utilizzo operativo. Naturalmente rimangono alcune lacune, la più evidente delle quali è la mancanza dei codici Ateco dell’Agricoltura, per il fatto che le anagrafiche aziende della Gestione Agricoltura assicurate da INAIL sono gestite da INPS e non sono presenti nei Flussi Informativi INAIL-Regioni.
  4. PAT: Le PAT sono Posizioni Assicurative Territoriali, cioè indirizzi fisici dove vengono raggruppate le singole polizze assicurative. Una PAT non è assimilabile a un’unità produttiva perché può anche essere accentrata in altre sedi o nella sede legale.
  5. Il conteggio dei lavoratori / occupati è soggetto ad una inevitabile diversità legata alle definizioni e ai criteri adottati da enti e sistemi informativi diversi. Nelle comunicazioni ai sensi dell’Art. 40 sono indicati gli addetti annui medi; gli addetti dei Flussi Informativi INAIL sono una stima in base alla massa salariale, di fatto indicativa delle ore lavorate; altri criteri sono adottati da ISTAT per la stima degli occupati. “Per l’anno 2022 sono pervenute 58.419 comunicazioni da parte dei medici competenti e i dati dei Flussi Informativi indicano 303.523 PAT. Analizzando il dato per dimensione delle unità produttive, sono le realtà con meno di 3 addetti (verosimilmente molti lavoratori autonomi) per cui si ha un numero inferiore di comunicazioni (13.639 comunicazioni a fronte di 242.080 aziende / PAT). Non va poi sottovalutato il fatto che vi sono attività per cui non vi è obbligo di sorveglianza sanitaria. Leggendo i dati nel loro complesso, appare una sostanziale adesione da parte di medici competenti all’obbligo previsto dall’art. 40 comma 1 del D.Lgs. 81/08 e una importante attuazione della sorveglianza sanitaria nel territorio regionale.” (La sorveglianza sanitaria dei lavoratori. Regione Emilia-Romagna 2023.)

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