Gli indumenti di protezione si suddividono in sottotipologie diverse (vedi 9.3 “Classificazione”) che si differenziano fondamentalmente per il genere di rischio da cui ciascuna tipologia protegge (vedi 9.4 “Marcatura”) e dal “livello di prestazione”.

Si ricorda che il “livello di prestazione”, espresso da numeri, è ottenuto in laboratorio, a seguito di specifiche prove, non necessariamente riferite alle condizioni effettive sul posto di lavoro. Pertanto l’indumento di protezione dovrebbe essere selezionato tenendo conto delle condizioni e dei compiti relativi al processo dell’utilizzatore finale (vedi 9.2.3 “Domande di valutazione”), considerando il rischio implicato e i dati forniti dal fabbricante nella nota informativa (vedi 2.4.3 “Nota informativa del fabbricante”) in relazione alle prestazioni dell’indumento di protezione contro il pericolo o i pericoli in questione.

Poiché questi dispositivi costituiscono una barriera nei confronti del rischio esterno, devono essere fatti con materiali rispondenti a particolari requisiti sia di natura fisica sia chimica (vedi 9.3.10.1 “Indumenti protettivi contro le sostanze chimiche”). Particolare importanza hanno anche i requisiti di base riguardante l’ergonomia e alla salute. (vedi 9.2.5 “Requisiti di base relativi all’ergonomia e alla salute”).

Una classificazione degli indumenti protettivi contro i vari agenti è quella che, tenendo conto della natura chimico-fisica del materiale di confezionamento (vedi 9.2.2 “Diagramma di flusso per accettabilità materiale”), ne determina la durata in utilizzo e divide tali indumenti in:

  • RIUTILIZZABILI
  • A USO LIMITATO
  • MONOUSO.

Gli indumenti protettivi riutilizzabili possono essere usati, decontaminati, riparati e riutilizzati, essendo costituiti da materiali di solito traspirante e molto resistente agli strappi e alle abrasioni; forniscono un elevato grado di protezione contro specifici agenti.

Gli indumenti protettivi ad uso limitato possono essere utilizzati solo per periodi di tempo limitato, fino ad avvenuta contaminazione o necessità di pulizia igienica.

Gli indumenti protettivi monouso devono essere usati una volta sola e poi smaltiti; la nota informativa del costruttore fornisce informazioni specifiche sulle sostanze da cui proteggono. In genere, a fronte di consentire un’ottima gestione, sono fatti con materiale poco resistente agli strappi e alle abrasioni, e poco traspirante.

La differenza tra indumenti monouso e a uso limitato è sottile e viene indicata dal costruttore nella nota informativa, tramite il contrassegno con l’avvertimento “Non riutilizzare”.

lavaggio-nonriutilizzare

Oltre ai requisiti dei materiali, altre caratteristiche di questi DPI sono:

caratteristiche-indumenti

Gli indumenti che offrono una protezione chimica devono anche proteggere da altri pericoli ambientali (vedi 9.2.1 “Procedura di selezione – Diagramma di flusso”), quali, ad es.: esplosione, irradiazione, temperature estreme, affaticamento da calore.

È possibile che gli indumenti protettivi creino un pericolo, per esempio, limitando i movimenti o la visuale di chi li indossa o riducendo la percezione di spargimenti di agenti chimici o provochino affaticamento a chi li indossa a causa della scomodità, dell’aumento di sudorazione, dell’accumulo di calore o della restrizione dei movimenti, e di ciò si deve tenere conto nella procedura di selezione.

La scelta degli indumenti di protezione può essere limitata dalla presenza di pericoli diversi dall’azione chimica sul corpo (per esempio le temperature elevate).

La protezione respiratoria, l’impianto di comunicazione o qualsiasi altro apparecchio non devono interferire con l’efficacia di questi dispositivi di protezione, in particolare con i sigilli, né impedire la comodità e la mobilità di chi li indossa.