Il datore di lavoro:
è tenuto a prendere le misure necessarie affinchè i materiali, le apparecchiature e gli impianti elettrici messi a disposizione dei lavoratori siano progettati, costruiti, installati, utilizzati e manutenuti (vedi 2.1.12 “Impianto di messa a terra”) in modo da salvaguardare i lavoratori da tutti i rischi di natura elettrica ed in particolare quelli derivanti da:

a) contatti elettrici diretti (vedi 2.1.5 “Apparecchiature elettriche generali”);
b) contatti elettrici indiretti (vedi 2.1.9 “Guasti all’’isolamento elettrico”);
c) innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni (vedi 2.1.8 “Guasti dovuti a sovraccorrenti o corto circuiti”);
d) innesco di esplosioni;
e) fulminazione diretta ed indiretta;
f) sovratensioni;
g) altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.

A seguito della valutazione del rischio elettrico:

a) adotta le misure tecniche ed organizzative necessarie ad eliminare o ridurre al minimo i rischi presenti;
b) individua i dispositivi di protezione collettivi ed individuali necessari alla conduzione in sicurezza del lavoro;
c) predispone le procedure di uso e manutenzione (vedi 2.1.14 “Procedure”) atte a garantire nel tempo la permanenza del livello di sicurezza raggiunto;
d) Integra il documento della valutazione del rischio con la valutazione del rischio elettrico (vedi 2.1.13 “Valutazione dei rischi elettrici”).

Provvede affinchè gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti: