Un dispositivo di interblocco deve essere dotato di bloccaggio del riparo quando il tempo di arresto è maggiore del tempo (definito tempo di accesso) impiegato da una persona a raggiungere la zona pericolosa. In presenza di un dispositivo di interblocco con bloccaggio del riparo l’apertura del riparo stesso e l’accesso alla zona pericolosa è resa possibile solamente se viene soddisfatta una delle seguenti condizioni:
- è trascorso un tempo prefissato (maggiore del tempo necessario alla cessazione del pericolo) da quando è stato dato il comando di arresto;
- è stata rilevata la cessazione del pericolo (ad esempio, rilevamento di velocità nulla).
Qualunque sia il principio di funzionamento del congegno (elettromagnete, cilindro pneumatico, ecc.) usato per comandare il dispositivo di bloccaggio che mantiene chiuso il riparo, è essenziale che vengano individuate le condizioni di guasto non pericoloso (guasto che non consente lapertura del riparo). In particolare, in caso di sopravvenuta assenza di alimentazione di energia all’organo pericoloso, il dispositivo di bloccaggio deve restare nella posizione che immobilizza il riparo.
Il dispositivo di bloccaggio può essere integrato nel sensore di posizione del riparo oppure può essere un componente totalmente separato.