La luce influisce sui normali meccanismi fisiologici dell’organismo condizionando processi quali il metabolismo, la circolazione sanguigna, il bilancio ormonale. Ciò si traduce in stimolo ad operare attraverso manifestazioni quali:
- maggiore laboriosità;
- spirito d’iniziativa;
- atteggiamento psicologico positivo verso il compito.
Va da sé che una adeguata illuminazione dei luoghi di lavoro oltre a facilitare il compito lavorativo fa sì che quanto assegnato sia portato a termine con minor fatica e con maggior soddisfazione. Di seguito viene riportato un esempio di illuminazione adeguata dei locali di lavoro rispetto al compito svolto dall’operatore.

D’altro canto una scarsa illuminazione o “cattiva illuminazione” influendo sui processi fisiologici, sull’attenzione e sulla produttività, si traduce in disturbi visivi quali bruciore oculare, arrossamento, lacrimazione, sensazione di corpo estraneo, che, nel loro insieme, vanno sotto il nome di “astenopia” e in sintomi funzionali quali cefalea, irritabilità, ansia, difficoltà alla concentrazione, fino a quadri conclamati di depressione.
Da quanto affermato si evince che una corretta illuminazione degli ambienti di vita ed in particolare dei luoghi di lavoro contribuisce al benessere soggettivo e alla produttività. Ma che caratteristiche devono avere i luoghi di lavoro e soprattutto come si può operare dal punto di vista tecnico e logistico? Abbiamo affermato che con l’aumentare dell’età aumenta anche il fabbisogno di luce di un individuo. In tal senso il compito visivo deve essere facilitato da adeguate caratteristiche tecniche delle attrezzature munite di vdt o comunque dotate di schermi (contrasto, caratteristiche dei caratteri, caratteristiche dei pittogrammi).
PREVENZIONE PRIMARIA
Si attua con interventi sull’ambiente di lavoro quali:
- aumento del valore di illuminamento;
- aumento del contrasto sugli schermi e sui monitor (display macchine, personal computer);
- aumento delle grandezze dei caratteri sui monitor;
- eliminazione della discriminante dei colori blu e verde nei segnali di allarme o segnalazione.
Sono da evitare:
- l’abbagliamento diretto dovuto a sorgenti e superfici luminose quali finestre o lucernai;
- l’abbagliamento di contrasto tra schermi scuri posti davanti a finestre molto chiare, pannelli segnaletici luminosi in locali scarsamente illuminati;
- l’ abbagliamento di riflesso e la riduzione dei contrasti per superfici lucide.
Esempio di illuminazione di un capannone industriale dato da superfici illuminanti, sia a parete che a soffitto e da illuminazione artificiale.
Problemi legati alla presenza di riflessi
La prevenzione, in questo caso si attua utilizzando come fonti di illuminazione paraluci su tubi al neon con protezioni laterali dotati di lamelle orientabili, secondo il fabbisogno della luce, verso il basso o verso l’alto o da entrambi i lati.
Un provvedimento provvisorio può essere rappresentato dalla installazione di pannelli assorbenti o dal montaggio di starter conformi al tipo di tubo neon per limitare gli effetti dell’oscillazione della luce.
Prevenzione secondaria (rivolta al lavoratore)
Visita preventiva e periodica rivolta ai lavoratori con introduzione nel protocollo sanitario di accertamenti specialistici oculistici e di test rivolti al rilevamento dei sintomi da stress.
Strumentazione di misura
Tutti gli apparecchi di misura fotometrici funzionano tramite un ricettore che trasforma i photoni (luce) che colpiscono la cellula di un cristallo (di solito in silicio) in corrente elettrica. Il silicio trasforma la luminanza L in una corrente I proporzionale.
Purtroppo gli apparecchi di misura hanno una sensibilità differente per rapporto all’occhio umano. La sensibilità massima è situtata nella zona dell’infrarosso e di conseguenza devono essere corretti con dei filtri.
L’illuminamento, cioè la densità del flusso luminoso che colpisce una superficie, viene misurato attraverso l’uso del Luxmetro.
Il Luxmetro è composto di solito da una parte fissa (corpo strumento) e da una mobile che contiene il sensore vero e proprio costituito generalmente da una fotoresistenza o da un fotodiodo.
Nella fase di misurazione si deve tenere conto di condizioni generali quali:
- stato generale dell’impianto di illuminazione;
- stato di manutenzione (pulizia delle lampade);
- età delle lampade e dei corpi illuminanti;
- tipo di lampade e tipo di supporti delle stesse;
- tensione di corrente e frequenza della rete;
- temperatura dell’ambiente nelle vicinanze dei corpi illuminanti.
