2.4.18.1 Elementi di pericolo
Contatto con l’utensile, impigliamento con il pezzo e l’utensile in rotazione, proiezione di materiale.
Su tutte le macchine l’accesso alla zona di lavoro dell’utensile deve essere impedito tramite riparo mobile interbloccato (vedi Ripari mobili in 2.2.3.2) con o senza bloccaggio del riparo (vedi Ripari mobili interbloccati con bloccaggio del riparo in 2.2.3.2) conformato in modo da rendere inaccessibile l’area di lavoro, allo stesso tempo consentire una buona visibilità della lavorazione in corso e proteggere dalla proiezione di materiale.
L’area circostante alla zona di lavoro deve essere segregata o protetta con ripari fissi o mobili interbloccati in modo tale da rendere inaccessibile la zona di lavoro da tutte le direzioni e contemporaneamente contenere la proiezione di materiale.
Per le macchine in grado di lavorare pezzi di dimensioni molto diverse tra loro è possibile utilizzare ripari fissi (vedi Ripari fissi in 2.2.3.2) la cui posizione può essere regolabile, mediante un attrezzo, in modo da consentire la lavorazione mantenendo la zona protetta.

Contatto con organi di trasmissione del moto e di regolazione
Gli elementi di trasmissione del moto devono essere racchiusi completamente con ripari fissi (vedi Ripari fissi in 2.2.3.2) o mobili interbloccati (vedi Ripari mobili in 2.2.3.2) nel caso sia richiesto un accesso frequente (cioè per più di una volta per turno). Nelle macchine in cui, all’apertura del riparo interbloccato, non si abbia un arresto immediato degli organi mobili pericolosi, è necessario utilizzare un dispositivo di interblocco con blocco del riparo (vedi Ripari mobili interbloccati con bloccaggio del riparo in 2.2.3.2).

Schiacciamento degli arti superiori durante la messa a punto
Nelle fasi di piazzamento e messa a punto in alcune macchine è necessario aver accesso all’area di lavoro. In questi casi per muovere il creatore o per azionare la contropunta di bloccaggio del pezzo si deve utilizzare un comando a due mani (vedi 2.2.5.2 Dispositivi di comando a due mani) oppure, nel caso in cui sia possibile operare a velocità lenta, un comando ad azione mantenuta (vedi 2.2.6.2 Azione mantenuta).