1.2.6 Patologie che possono instaurarsi per contatto con fluidi da taglio e refrigerazione
I FLUIDI LUBROREFRIGERANTI irrorando la parte attiva di un utensile, facilitano la lavorazione, migliorano la produzione ed aumentano la durata dell’utensile.
Sono impiegati nelle lavorazioni dei metalli per asportazione di truciolo (torni, frese, alesatrici, rettifiche, ecc.) e in quelle per deformazione di materia, a caldo o a freddo (forge, laminatoi, trafile). Questi liquidi vengono anche chiamati olii o fluidi da taglio.
Gli olii che li compongono si distinguono in:
OLII MINERALI distillati dal petrolio, sono la base per la fabbricazione degli olii da taglio. Contengono idrocarburi aromatici (IA) e idrocarburi policiclici aromatici (IPA).
OLII RAFFINATI sono olii minerali sottoposti a trattamenti chimico-fisici che riducono il tenore in IA e in IPA.
OLII RIGENERATI ottenuti dagli olii esausti, con trattamenti che riavvicinano alle caratteristiche di base. Per trattamento incompleto possono contenere quote consistenti di IA e IPA.
Ulteriori approfondimenti sono riportati nel Capitolo 3 (vedi 3.5, Fluidi lubrorefrigeranti).
I fluidi da taglio contengono anche numerosi additivi (ricordiamo composti organici clorurati, fosforati, ammine, ammidi, fenoli, formaldeide, ecc.).
Le patologie che si possono verificare sono allergie cutanee e dermatiti da contatto. Il loro instaurarsi è facilitato da errate abitudini di lavoro (ad es. conservazione nelle tasche degli indumenti da lavoro di fazzoletti imbrattati d’olio) e dal fatto che gli sfridi del materiale in lavorazione possono causare piccole lesioni della cute attraverso le quali è più facile si verifichi il contatto allergizzante con le sostanze dannose. Va valutata la possibilità che i FLR contengano sostanze cancerogene (idrocarburi policiclici aromatici presenti in olii non raffinati oppure esausti ecc.).