2.2.5.1 Dispositivi di interblocco associati ai ripari
UNI EN 1088/07
DESCRIZIONE
L’interblocco è un dispositivo associato ad un riparo, (vedi 2.2.3 Ripari) che ha lo scopo di impedire il funzionamento di organi pericolosi quando il riparo medesimo non è chiuso. Il dispositivo di interblocco può essere azionato meccanicamente o in altro modo ed intervenire sui circuiti di comando o di azionamento che possono essere elettrici, ma anche idraulici o pneumatici. A volte, quando lorgano da proteggere è dotato di inerzia pericolosa, il dispositivo di interblocco è, a sua volta, associato ad un dispositivo di bloccaggio del riparo. Il dispositivo di bloccaggio del riparo mantiene il riparo chiuso e ne consente l’apertura solo quando gli organi protetti dal riparo stesso non hanno esaurito la loro inerzia pericolosa.
CARATTERISTICHE
I dispositivi di interblocco (vedi 2.2.5.1A Dispositivo di interblocco associato a un riparo incernierato/scorrevole) sono realizzati con componenti con elevato grado di affidabilità ed installati in modo da essere difficilmente escludibili. Uno dei componenti fondamentali è il sensore di posizione (vedi 2.2.5.1A Dispositivo di interblocco associato a un riparo incernierato/scorrevole) del riparo; un componente che ha il compito di rilevare la posizione (chiuso/non chiuso) del riparo. Il sensore di posizione (finecorsa) quando viene azionato deve assicurare l’interruzione del circuito in cui è inserito anche in caso di guasto. La modalità di azionamento da utilizzarsi è definita ad apertura positiva (vedi 2.2.5.1A Dispositivo di interblocco associato a un riparo incernierato/scorrevole): l’apertura del riparo deve comportare un’azione diretta sul dispositivo.
I ripari interbloccati, cioè i ripari associati a dispositivi di interblocco devono:
– impedire il moto pericoloso quando il riparo medesimo non è nella posizione di chiusura;
– comandare un ordine di arresto del moto pericoloso in caso di apertura durante il normale funzionamento;
– consentire l’avviamento del moto pericoloso solamente dopo l’avvenuta chiusura del riparo stesso.
Quando l’organo pericoloso è dotato di inerzia (tempo di arresto prolungato), il riparo, oltre al dispositivo di interblocco, deve essere dotato anche di un dispositivo di bloccaggio (vedi 2.2.5.1B Dispositivo di bloccaggio) tale che:
– il moto pericoloso sia impedito quando il riparo non è nella posizione di chiusura e in tal posizione bloccato;
– non sia possibile aprire il riparo fino a quando il moto pericoloso (moto d’inerzia compreso) non sia cessato;
– l’avviamento del moto pericoloso possa avvenire solamente dopo l’avvenuta chiusura e bloccaggio del riparo stesso.
UTILIZZO
Il corretto funzionamento del dispositivo di interblocco deve essere verificato all’inizio di ogni turno di lavoro e sempre dopo interventi di diversa origine (manutenzione, regolazione, pulizia, ecc.) che coinvolgono il riparo, prima di riprendere il normale ciclo di produzione.
La verifica può consistere in due semplici manovre:
- azionare i dispositivi di comando dell’avvio ciclo con riparo non chiuso: l’organo pericoloso non deve avviarsi;
- chiudere il riparo, avviare un ciclo di lavoro e poi aprire il riparo medesimo: l’organo pericoloso deve arrestarsi.
Un ulteriore controllo sulla corretta installazione del sensore di posizione del riparo, quando questi è un finecorsa ad azionamento meccanico, consiste nell’azionamento diretto (con una mano) dell’attuatore del finecorsa col riparo aperto: l’azionamento non deve essere possibile.
La presenza e il corretto funzionamento della funzione di bloccaggio può essere verificata nel modo seguente: durante il normale ciclo di lavoro provare ad aprire il riparo mobile: il riparo non deve muoversi dalla posizione di chiusura. Il riparo deve potersi aprire dopo che, una volta comandato l’arresto, è trascorso anche un congruo tempo, utile all’esaurimento dei movimenti residui degli organi pericolosi dovuti all’inerzia.