Sia la configurazione, sia la collocazione di una cappa d’aspirazione sono fondamentali nel determinare l’efficacia dell’aspirazione all’interno dell’ambiente da bonificare.

Una progettazione inadeguata di tale componente dell’impianto può causare inefficienza di funzionamento; in certe condizioni operative può dar luogo a costi energetici eccessivi, causati da un di aumento delle dimensioni del ventilatore e della velocità della corrente d’aria, allo scopo di compensare le carenze iniziali di progettazione.

CRITERI DI SCELTA

In generale valgono i seguenti criteri.

Portata minima d’aria

Rendere minima la portata d’aria necessaria, pur garantendo l’efficacia dell’aspirazione, consente di ridurre i costi di gestione.

  • racchiudere la sorgente d’inquinanti al più elevato grado possibile: ciò favorisce il contenimento del materiale emesso e riduce l’effetto di dispersione dovuto alle correnti d’aria all’interno dell’ambiente;
  • quando la scelta è di una cappa ricevente (ad invito, a calotta, a baldacchino), essa va collocata nella posizione più vicina possibile alla sorgente d’emissione;
  • ridurre il più possibile la quantità di inquinanti generati o emessi nel processo porta alla riduzione della portata dell’aria all’impianto di ventilazione.

Protezione della zona di respirazione degli operatori

Va studiata una corretta collocazione della cappa per far sì che gli inquinanti emessi non attraversino mai la zona nella quale respirano gli operatori.

protezione-cappa

Racchiudere la sorgente

La sorgente deve essere racchiusa il più possibile dalla cappa per evitare dispersioni e ridurre la portata.

sorgente

Collocazione funzionale

La cappa d’aspirazione va collocata in modo da arrecare il minimo intralcio agli operatori.

Ciò permette una utilizzazione corretta da parte degli operatori, senza, ad esempio, rendere vani tutti gli accorgimenti iniziali per rendere minima la portata d’aria attraverso la cappa.

Le cappe devono essere conformate e posizionate in modo da essere utilizzate comodamente inoltre non deve essere necessario un loro continuo riposizionamento, pena il non utilizzo dell’impianto.

collocazione

Conoscenza degli errori più comuni di progettazione

      1. Il primo errore comune è quello di confondere l’influenza che ha sull’aria ambiente il condotto di aspirazione o quello di mandata di un ventilatore: è molto diversa infatti la sua capacità di scaricare un getto d’aria con quella di aspirare attraverso una cappa. Infatti anche la cappa di aspirazione meglio conformata non può considerarsi efficace ad una distanza di un diametro dalla sua sezione di ingresso, mentre l’aria in mandata è avvertibile ancora a 30 diametri di distanza.
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      2. Il secondo errore molto diffuso, nella pratica della bonifica ambientale, è quello secondo il quale i vapori più pesanti dell’aria tendono a sedimentare e quindi a raccogliersi, ad esempio, in prossimità del pavimento dell’ambiente, per cui possono essere catturati attraverso una cappa collocata in corrispondenza del pavimento.
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In genere, date le modeste concentrazioni di vapori presenti nell’aria inquinata, la densità della miscela formata è praticamente uguale a quella dell’aria e pertanto non si ha la stratificazione dell’inquinante negli strati bassi o alti dell’ambiente in quanto le normali correnti d’aria presenti sono in grado di disperdere completamente gli inquinanti nell’ambiente.

Nella maggior parte dei casi si possono trovare soluzioni già definite in letteratura.

Un esempio è dato dalle Schede Tecniche della Regione Emilia-Romagna scaricabili in modo integrale dal sito dell’Azienda USL di Reggio Emilia: www.ausl.re.it