9.3.11 Protezione contro microorganismi

Molti sono i settori lavorativi (vedi 9.3.11.1 “All. XLIV D.Lgs 81/2008 e s.m.i – Elenco esemplificativo di attività lavorative che possono comportare la presenza di agenti biologici”) che impiegano tecniche basate sulla biotrasformazione, cioè uso deliberato di agenti biologici (vedi 9.3.11.2 “Definizioni”):

  • Centri di ricerca e Università, con laboratori di ricerca e sperimentazione, ma anche di diagnostica;
  • Sanità e Farmaceutica, con laboratori di diagnostica e di ricerca;
  • Veterinaria e zootecnia;
  • Alimentare, con produzione;
  • Chimica con produzione di detersivi e altri prodotti;
  • Energia, con l’impiego di residui agroalimentari o agricoli dalla cui biotrasformazione si ottengono etanolo, metano, ecc. ottini vettori energetici;
  • Industria delle biotecnologie, con produzione di microrganismi selezionati.

A queste si possono aggiungere altre attività con “potenziale” esposizione ad agenti biologici:

  • Zootecnia;
  • Macellazione carni;
  • Piscicoltura;
  • Industria di trasformazione di derivati animali (cuoio, pelle, lana ecc.);
  • Servizi mortuari e cimiteriali
  • Impianti industriali di sterilizzazione, disinfezione e lavaggio di materiali potenzialmente infetti (lavanderie, ecc.);
  • Falegnamerie;
  • Industria edile e delle costruzioni;
  • Imprese di pulizia;
  • Operatori scolastici;
  • Parrucchieri ed estetisti;
  • Tatuatori;
  • Attività lavorative aeroportuali;
  • Attività di assistenza ai bagnanti;
  • Industria farmaceutica (vaccini-prove biologiche);
  • Industria delle biotecnologie (produzione di microrganismi selezionati);
  • Industria bellica;
  • Miniere (uso di microrganismi per la concentrazione dei metalli in soluzioni acquose).

Gli agenti biologici sono ripartiti in quattro gruppi secondo l’infettività (vedi 9.3.11.3 “Classificazione dei gruppi di agenti biologici”), intesa come capacità di un microrganismo di penetrare e moltiplicarsi nell’ospite.

(rif.: l’ALLEGATO XVLI riporta l’elenco degli agenti biologici classificati nei gruppi 2, 3 e 4).

I microrganismi sono un gruppo molto eterogeneo di organismi per quanto riguarda dimensione, forma,

condizioni di vita, dose infettiva, capacità di sopravvivenza e molti altri parametri. La loro dimensione da sola può variare da 30 nm (poliovirus), a dimensioni comprese tra 5 μm e 10 μm (batteri) e persino maggiori (la maggior parte miceti).

A causa dell’eterogeneità dei microrganismi, non è possibile definire criteri prestazionali sulla base dei gruppi di rischio, né sul tipo di microrganismo stesso. Inoltre, può non essere possibile definire con esattezza gli organismi ai quali è esposto il lavoratore.

I metodi di prova s’incentrano sul terreno di coltura contenente il microrganismo, come un liquido, un aerosol o una particella di polvere solida.

L’analisi dei rischi deve determinare quali di tali rischi sono presenti in una determinata situazione.

L’indumento di protezione contro gli agenti infettivi è un completo combinato di capi di abbigliamento. La tuta di protezione, che può avere “protezioni aggiuntive” come un cappuccio o un casco, stivali e guanti, ha due funzioni principali:

  • impedire agli agenti infettivi di raggiungere la cute (eventualmente lesa);
  • impedire il diffondersi degli agenti infettivi ad altre persone e altre situazioni, attraverso diverse vie di trasmissione (vedi 9.3.11.4 “Vie di trasmissione”).