9.3.10 Protezione contro le sostanze chimiche

Un rischio presente in tutte le attività lavorative è quello che espone a prodotti chimici pericolosi.

Si ricorda che per “attività che comporta la presenza di agenti chimici” s’intende “ogni attività lavorativa in cui sono utilizzati agenti chimici, o se ne prevede l’utilizzo, in ogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la manipolazione, l’immagazzinamento, il trasporto o l’eliminazione e il trattamento dei rifiuti, o che risultino da tale attività lavorativa“ (rif. D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. – Titolo IX – Capo I° e II° + Allegati).

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S’intende per “agenti chimici pericolosi” sia le sostanze che i preparati classificati pericolosi ai sensi della “Normativa prodotto”, con esclusione di quelli pericolosi solo per l’ambiente, ma anche agenti chimici che, pur non essendo classificabili come pericolosi, possono comportare un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori a causa di loro proprietà chimico-fisiche, chimiche o tossicologiche e del modo in cui sono utilizzati o presenti sul luogo di lavoro, compresi gli agenti chimici cui é stato assegnato un valore limite di esposizione professionale.

Le proprietà pericolose degli agenti chimici volontariamente immessi nel ciclo di lavoro si riconoscono dalle informazioni presenti nell’etichetta posta sulla confezione e nella Scheda di Sicurezza che accompagna obbligatoriamente la prima fornitura del prodotto.

È quindi necessario effettuare la valutazione dei prodotti chimici pericolosi volontariamente introdotti nel ciclo lavorativo, ma anche derivanti dai processi, comprese le attività di manutenzione e di pulizia, al fine di mettere in atto sia le misure e i principi generali per la prevenzione dei rischi sia le misure specifiche di protezione e prevenzione, al fine di definire il “rischio residuo”.

Per definire quali sono i DPI da utilizzare per abbattere il “rischio residuo”, è necessario esaminare diversi fattori, quali:

  • l’effetto tossico e la concentrazione delle sostanze pericolose nei prodotti, nei semilavorati e nell’ambiente di lavoro;
  • lo stato fisico delle sostanze pericolose:
  • le vie di penetrazione (vedi 9.3.10.2.7 “Vie di penetrazione”), comprendendo anche la possibilità di inalazione secondaria dovuta a contaminazione degli abiti e/o del corpo;
  • il livello, il modo e la durata dell’esposizione (breve, medio o lungo termine);
  • le parti del corpo esposte;
  • patologie e/o esposizioni pregresse.