Nei processi di SALDATURA l’’inquinamento e il conseguente rischio per la salute sono riferibili ai seguenti fattori:

  • gas e vapori, fumi e polveri che si sviluppano per il calore generato sugli elettrodi e/o sulle superfici da saldare. Si liberano quindi gas (es. ossidi d’azoto, ozono), fumi metallici (es. di ferro, cromo e nichel nella saldatura di acciai legati), fluoruri e manganese nell’uso di elettrodi rivestiti. Se si salda su superfici verniciate o imbrattate d’olio possono svilupparsi prodotti di pirolisi (oli, aldeidi, idrocarburi, piombo, zinco ecc.);
  • radiazioni ultraviolette e infrarosse emesse dall’’arco.

La quantità, la composizione degli inquinanti ed il relativo livello di rischio dipendono da vari parametri quali: tecnica di saldatura, diametro e composizione del filo, composizione del rivestimento e del materiale da saldare, intensità e tensione elettrica, portata e composizione del gas, eventuale presenza di contaminanti.

I danni per la salute possono dipendere da:

  • contatto degli inquinanti con gli occhi, con irritazione delle congiuntive;
  • inalazione di fumi, gas, polveri da cui possono derivare irritazioni a carico delle prime vie aeree (frequente la bronchite cronica, tanto più se al lavoro a rischio si associa l’abitudine al fumo);
  • assorbimento di sostanze tossiche (ossido di carbonio, manganese, piombo, fluoruri);
  • esposizione a sostanze cancerogene (sembra vi sia un aumentato rischio di tumore polmonare in chi effettua saldature di acciai al nichel-cromo);
  • esposizione a raggi ultravioletti (cheratocongiuntiviti) o raggi infrarossi (cataratta, del resto molto rara).

Le tecniche di saldatura (ossiacetilenica, ad arco elettrico, al plasma, al laser) più diffuse nella metalmeccanica e nella carpenteria metallica sono descritte nel Capitolo 3 (vedi 3.3, ”Saldatura”).