3.4.5.3 Dispositivi di Protezione Individuale

Aspetti generali

In caso di lavorazioni  occasionali nelle quali non è possibile utilizzare un impianto di aspirazione efficace ed in quei casi  in cui l’impianto di ventilazione non può fornire adeguata protezione,  il lavoratore deve indossare idonei dispositivi di protezione individuale (DPI).

Un’organizzazione aziendale sulla gestione dei Dispositivi  di Protezione Individuale (DPI) può essere  articolata nelle modalità di seguito descritte. 

Scelta: i dispositivi devono essere scelti in base alla valutazione del rischio; Inoltre  devono essere

  • muniti del marchio CE,
  • accompagnati dalla dichiarazione di conformità CE,
  • corredati da nota informativa redatta in modo preciso, comprensibile nella lingua italiana.

Regole interne di approvvigionamento: il  Datore di Lavoro (DDL), in collaborazione con il Responsabile  del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP):

  • verifica i DPI consegnati dal fornitore e la documentazione obbligatoria;
  • definisce le regole di consegna, utilizzo, custodia, controllo, pulizia, manutenzione, sostituzione dei DPI e provvede al corretto stoccaggio delle scorte a magazzino.

Informazione, Formazione, Addestramento: il DDL, o un suo incaricato, provvede affinché:

  • i lavoratori siano informati e formati sui DPI prima che li debbano utilizzare (quando, perché,  come usarli e non usarli, ecc.);
  • per i DPI di 3a categoria si effettui anche l’addestramento degli utilizzatori;
  • l’attività di formazione ed addestramento dei lavoratori sia registrata.

Consegna: ogni lavoratore deve avere i propri DPI per uso personale, salvo particolari circostanze (es. imbracature) per le quali  il DDL stabilisce regole igieniche. Il DDL, o un suo incaricato, provvede a fornire i DPI completi di relativa Nota Informativa ai lavoratori; la copia di ogni Nota  Informativa è consegnata anche al Preposto.

Utilizzo e vigilanza: il DDL o i Preposti vigilano affinché i lavoratori utilizzino  i DPI:

  • mantenendoli  puliti, in efficienza e correttamente conservati;
  • attenendosi  all’informazione, formazione e addestramento ricevuti e alle disposizioni aziendali.

Pulizia e manutenzione: il DDL, o suo incaricato, provvede periodicamente e secondo necessità, a far eseguire la pulizia dei DPI o la loro sostituzione.

Aspetti specifici relativi alla  verniciatura

Elenco dei Dispositivi di protezione dai rischi connessi alla lavorazione di verniciatura

Generalmente le dotazioni personali sono composte da:

  • Occhiali di protezione (vedi 5.4), protezione degli occhi contro goccioline e spruzzi di liquidi.
  • Guanti (vedi 5.6.5) di protezione contro le aggressioni chimiche.
  • Indumenti protettivi del corpo.
  • Calzature di sicurezza (vedi 5.7).
  • Mezzi di protezione delle vie respiratorie (vedi 5.5): maschera o semimaschera con filtro adeguato antigas, antipolvere o combinato nel caso in cui non sia possibile eliminare l’esposizione agli agenti chimici liberati con sistemi di aspirazione locale o di ventilazione forzata.

Gli apparecchi di protezione delle vie respiratorie sono generalmente distinti in due categorie: Respiratori isolanti e Respiratori a filtro:

Respiratori isolanti

Sono dispositivi di protezione delle vie respiratorie che consentono di respirare indipendentemente dall’atmosfera circostante. Il dispositivo infatti impedisce il contatto con l’atmosfera esterna e fornisce ossigeno o aria da una sorgente autonoma non inquinata. In particolare devono essere utilizzati nelle seguenti condizioni:

  • percentuale di ossigeno inferiore al 17%,
  • concentrazione dei contaminanti superiore ai limiti di utilizzo dei respiratori a filtro,
  • non conoscenza  della natura e/o della concentrazione dei contaminanti,
  • presenza di gas/vapori con scarse proprietà di avvertimento.

A seconda che la sorgente di aria possa o meno spostarsi insieme all’utilizzatore, i respiratori isolanti si suddividono in:

  • respiratori isolanti autonomi (autorespiratori),
  • respiratori isolanti non autonomi o adduttori d’aria.

I respiratori isolanti devono essere utilizzati nei casi di bassa percentuale ossigeno o di elevate concentrazioni di aerodispersi pericolosi (ad esempio nella pulizia e verniciatura, trattamento a pennello/rullo o spruzzo delle parti interne di serbatoi).

Respiratori a filtro

Sono caratterizzati da un dispositivo filtrante in grado di trattenere gli agenti inquinanti. Un respiratore a filtro è costituito da un facciale di supporto che può avere varie forme (maschera completa o semimaschera) su cui viene montato il filtro.

Nel caso di polveri, esistono due tipi di respiratori a filtro: i facciali filtranti (indicati con la sigla FFP) o le maschere in gomma (semimaschera o pieno facciale) con filtri antipolvere (indicati dalla lettera P). Sono individuate tre classi di protezione ad efficienza filtrante totale crescente da 1 a 3. Il grado di protezione deve essere individuato in base alla concentrazione presunta ambientale dell’inquinante e alla sua tossicità.

In caso di verniciatura in cabina nella maggior parte dei casi si possono utilizzare facciali filtranti con caratteristiche FFP2. Invece, nei casi in cui sono presenti sia polveri che consistenti quantitativi di vapori organici,  vanno utilizzati respiratori a filtro che depurano l’aria dell’ambiente con filtri di tipo A (per vapori organici) combinati con filtri tipo P2 per polveri.