Produzione di mobili e falegnameria: i rischi “fotografati” dalla sorveglianza sanitaria

Produzione di mobili: i dati della sorveglianza sanitaria

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La sorveglianza sanitaria è una procedura svolta dal datore di lavoro (DDL) in collaborazione con il medico competente per accertare la salute e la sicurezza dei lavoratori tramite visite mediche periodiche, e verificarne così l’idoneità alle mansioni assegnate. Si tratta, in altri termini, di un controllo medico sul campo, i cui dati vengono raccolti dall’azienda per mettere in atto eventuali misure preventive o correttive – e al resto dalla società. Le informazioni ricavate dai controlli della sorveglianza sanitaria permettono infatti di avere una fotografia ancora più completa e concreta dei rischi più comuni e delle loro conseguenze. Analizziamo qui i dati relativi al settore della “Fabbricazione di mobili” (codice ATECO1 C 31) per l’Emilia-Romagna e completiamo il quadro già tratteggiato dall’indagine sugli infortuni e sulle malattie professionali degli addetti impiegati in queste attività nella Regione. 

Perché analizzare i dati della sorveglianza sanitaria? 

La sorveglianza sanitaria non sostituisce la valutazione dei rischi che ogni datore di lavoro deve effettuare per la propria azienda, ma ha finalità ed esiti macroscopici diversi.
Analizzarne i risultati è utile per diverse ragioni: 

  • incoraggia le realtà più piccole a non sottovalutare i possibili rischi legati all’attività lavorativa e a sviluppare una maggiore attenzione nei confronti di quelli diffusi e comuni ad altre realtà simili; 
  • stimola i lavoratori a chiedersi se anche per loro il lavoro comporta dei rischi, sensibilizzandoli a livello teorico e pratico;
  • invitano consulenti e formatori ad orientare la loro attività tenendo conto di un’esperienza ampia, come quella di un’intera Regione, e con un livello di dettaglio molto specifico. 

L’Emilia-Romagna: un caso esemplificativo 

Dopo aver comunicato i risultati degli accertamenti ai singoli lavoratori e, in forma anonima, al datore di lavoro, il medico competente2 trasmette i dati aggregati sanitari e quelli di rischio ai servizi del Sistema Sanitario Nazionale (tramite INAIL). Sono proprio questi i dati che il sistema SIRP-ER3 rende ora disponibili e su cui ci concentriamo qui, prendendo in esame in particolare le visite sanitarie realizzate nel corso del 2024 in Emilia-Romagna. Per farlo, ci poniamo alcuni interrogativi che ci aiutano a leggere con più chiarezza i numeri: quante aziende hanno nominato il medico competente? Quanti lavoratori sono sottoposti a sorveglianza sanitaria (la visita medica)? Quali sono i rischi che il processo di valutazione ha individuato e per cui poi si attua la sorveglianza sanitaria? Quanti sono i lavoratori che al termine della visita non hanno avuto una piena idoneità al lavoro (e per quali rischi)?
Ecco cosa abbiamo rilevato. 

Quante aziende hanno nominato il medico competente e quanti lavoratori sono sottoposti a sorveglianza sanitaria? 

Questo interrogativo ci aiuta a comprendere la dimensione oggettiva e quantitativa della sorveglianza sanitaria nel territorio in oggetto.
Nel 2025, sono state trasmesse 359 comunicazioni relative a 6.811 lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria nel 2024 nel settore della “Fabbricazione di mobili”. In tutto sono state effettuate 5.565 visite mediche da parte di 150 medici distinti. Nel periodo precedente disponibile (comunicazioni effettuate nel 2023 e relative agli accertamenti del 2022), erano state trasmesse 379 comunicazioni relative a 6.160 lavoratori, per un totale di 4.817 visite mediche svolte da 158 medici distinti.
Considerando sempre il 2022 e il numero di addetti e aziende (PAT4) presenti, risultava sottoposto a sorveglianza sanitaria un numero di addetti pari all’86,4%, mentre il numero di comunicazioni inviate corrisponde a circa il 31% delle aziende (considerando tutti i comparti la percentuale è 19%). Ne deriva quindi che la sorveglianza sanitaria viene effettuata in modo esteso5  nel settore di riferimento.

Quanti sono i lavoratori che al termine della visita non hanno avuto una piena idoneità al lavoro (e per quali rischi)? 

Le idoneità con limitazioni o prescrizioni e le non idoneità sono un indicatore di situazioni di difficoltà per il lavoratore e per l’azienda. Non sono sempre sintomo di rischio, ma richiedono ogni volta un’attenta valutazione delle condizioni di lavoro, delle esposizioni, dei possibili miglioramenti. In una parola, richiedono attenzione e lavoro nei singoli casi, nelle aziende, nel sistema complessivo. Queste rilevazioni sull’idoneità prevedono inoltre che il medico attivi tutte le funzioni attribuite dal D.Lgs. 81/08: la visita al lavoratore, il sopralluogo, la valutazione del rischio, la partecipazione alla riunione periodica interna all’azienda.
Ebbene, nel 2024 il 30% dei lavoratori visitati nel settore della “Fabbricazione di mobili” non ha avuto una piena idoneità al lavoro: un numero più elevato rispetto agli altri comparti, dove la percentuale è pari al 25% dei lavoratori.
Nella tabella seguente sono riportate le idoneità parziali e le inidoneità totali per ciascun rischio: la mancanza di una piena idoneità è significativa per quasi tutti i rischi.

La fabbricazione dei mobili a confronto con gli altri comparti

Il confronto con tutte le altre attività presenti in Emilia-Romagna nel loro insieme evidenzia che chi lavora nella fabbricazione di mobili è maggiormente esposto a quasi tutti i principali rischi.

Se invece consideriamo la percentuale di lavoratori visitati che hanno avuto un certificato di idoneità parziale, e confrontiamo questa attività con tutti i comparti, si nota generalmente una percentuale di idoneità parziali inferiore.

I dati sono un segnale molto importante sullo stato di fatto di una realtà articolata e multifattoriale come quella degli infortuni sul lavoro. Analizzarli ci aiuta a comprendere meglio dove si concentrano i maggiori fattori di rischio e dove intervenire. Tuttavia, l’ultimo passo – verso una maggiore consapevolezza, prevenzione e attenzione – spetta a ciascuno di noi.


Note all’articolo

  1. ATECO – L’ATECO è la classificazione delle attività economiche adottata dall’Istat per finalità statistiche, cioè per la produzione e la diffusione di dati statistici ufficiali. Il codice ATECO di basa su 6 livelli che indicano: sezioni (lettere), divisioni, gruppi, classi, categorie, sottocategorie.
  2. Dal 7 giugno 2024 è stato pubblicato nel Sistema Informativo Regionale per la Prevenzione (SIRP-ER) un sistema di interrogazione che affianca quello già disponibile relativo ai Flussi Informativi. È infatti presente una sezione specifica relativa ai dati delle comunicazioni ex art. 40 che consente ricerche, monitoraggio, programmazione della prevenzione a tutte le figure della prevenzione a livello sistemico. Può anche consentire a singole aziende e unità produttive riflessioni e confronti per le proprie scelte di prevenzione. La possibilità di incrociare i dati delle aziende con sorveglianza sanitaria dai medici competenti, con le anagrafiche delle aziende assicurate da INAIL e presenti nei Flussi Informativi che già alimentano il SIRP E-R, permette al sistema di attribuire la quasi totalità dei codici ATECO e colma la più grande lacuna dei dati dell’allegato 3B e ciò che ne ha impedito un più largo utilizzo operativo. Naturalmente rimangono alcune lacune, la più evidente delle quali è la mancanza dei codici Ateco dell’Agricoltura, per il fatto che le anagrafiche aziende della Gestione Agricoltura assicurate da INAIL sono gestite da INPS e non sono presenti nei Flussi Informativi INAIL-Regioni.
  3. SIRP-ER – Il Sistema Informativo per la Prevenzione della Regione Emilia-Romagna è un portale che riunisce e rende fruibile il ricco patrimonio informativo disponibile sulla salute dei lavoratori.
  4. PAT – Le PAT sono Posizioni Assicurative Territoriali, cioè indirizzi fisici dove vengono raggruppate le singole polizze assicurative. Una PAT non è assimilabile a un’unità produttiva perché può anche essere accentrata in altre sedi o nella sede legale.
  5. Il conteggio dei lavoratori / occupati è soggetto ad una inevitabile diversità legata alle definizioni e ai criteri adottati da enti e sistemi informativi diversi. Nelle comunicazioni ai sensi dell’Art. 40 sono indicati gli addetti annui medi; gli addetti dei Flussi Informativi INAIL sono una stima in base alla massa salariale, di fatto indicativa delle ore lavorate; altri criteri sono adottati da ISTAT per la stima degli occupati. 
    “Per l’anno 2022 sono pervenute 58.419 comunicazioni da parte dei medici competenti e i dati dei Flussi Informativi indicano 303.523 PAT. Analizzando il dato per dimensione delle unità produttive, sono le realtà con meno di 3 addetti (verosimilmente molti lavoratori autonomi) per cui si ha un numero inferiore di comunicazioni (13.639 comunicazioni a fronte di 242.080 aziende / PAT). Non va poi sottovalutato il fatto che vi sono attività per cui non vi è obbligo di sorveglianza sanitaria. Leggendo i dati nel loro complesso, appare una sostanziale adesione da parte di medici competenti all’obbligo previsto dall’art. 40 comma 1 del D.Lgs. 81/08 e una importante attuazione della sorveglianza sanitaria nel territorio regionale.” (La sorveglianza sanitaria dei lavoratori. Regione Emilia-Romagna 2023).

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