L’’uso delle distanze di sicurezza rappresenta un modo per garantire l’’integrità fisica dei lavoratori in presenza di organi pericolosi. Questa misura ha lo scopo di impedire il contatto con questi organi tenendo a distanza di sicurezza i lavoratori attraverso barriere distanziatrici. La scelta della distanza di sicurezza, cioè la minima distanza alla quale una struttura di protezione deve essere collocata rispetto ad una zona pericolosa, deve tener conto delle parti del corpo che possono raggiungere gli elementi pericolosi e in alcuni casi del livello di rischio. Le parti del corpo a cui le distanze di sicurezza fanno riferimento sono gli arti superiori ed inferiori nelle seguenti modalità di accesso:

  • protezione degli arti superiori in relazione alla accessibilità verso l’’alto (vedi 2.2.4.1A);
  • protezione degli arti superiori in relazione alla accessibilità al disopra di strutture di protezione (vedi 2.2.4.1B);
  • protezione degli arti superiori in relazione alla accessibilità attraverso aperture (vedi 2.2.4.1C);
  • protezione degli arti superiori in relazione alla accessibilità in presenza di una struttura di protezione (vedi 2.2.4.1D);
  • protezione degli arti inferiori in relazione alla accessibilità attraverso aperture (vedi 2.2.4.1E).

Contro il rischio di schiacciamento (vedi 2.2.4.1F) è inoltre possibile garantire l’’integrità degli operatori rispettando distanze minime, tra elementi mobili in avvicinamento, definite in relazione a parti del corpo umano che possono essere introdotte nelle zone con tale rischio.