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Lavorare con l’elettricità: infortuni e malattie professionali 

Impianti elettrici: infortuni e malattie professionali

Indice dei contenuti

L’installazione di impianti elettrici è una mansione trasversale a molti settori e pertanto compresa nell’attività di molte aziende. Lavorare con l’elettricità espone gli operatori a rischi generali e specifici e, di conseguenza, al pericolo di infortunio o di malattia professionale.
L’analisi dei dati può aiutarci a fare chiarezza sulle condizioni che più spesso concorrono al manifestarsi di questi eventi e a trarne alcune considerazioni generali. 

Infortunio e malattia professionale: definizione e differenze

Prima di entrare nel merito dei numeri e delle casistiche, è importante precisare a cosa ci riferiamo esattamente quando parliamo di infortuni sul lavoro e di malattie professionali.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fornisce alcune definizioni utili: 

  • per infortunio sul lavoro “si intende ogni lesione originata, in occasione di lavoro, da causa violenta che determini la morte della persona o ne menomi parzialmente o totalmente la capacità lavorativa”. Sono dunque elementi dell’infortunio sul lavoro: la lesione, la causa violenta e l’occasione di lavoro; 
  • la malattia professionale, invece, “è un evento dannoso che agisce sulla capacità lavorativa della persona e trae origine da cause connesse allo svolgimento della prestazione lavorativa”. A differenza dell’infortunio, quindi, la lesione deriva direttamente dall’esercizio di alcune mansioni lavorative ma la sua causa non è improvvisa. Piuttosto, agisce lentamente e per gradi. 

Pertanto, il discrimine tra infortunio e malattia professionale non è legato tanto agli effetti, quanto piuttosto all’origine del danno provocato all’organismo del lavoratore e alla sua capacità lavorativa. 

Infortuni nel settore dell’impiantistica elettrica: cosa ci dicono i dati

Un infortunio sul lavoro è dunque, in genere, un evento inatteso, non voluto, non desiderato e non desiderabile derivato da azioni sociali che in quel momento sembrano le migliori, le più razionali. Ma gli infortuni accadono e hanno conseguenze sulla vita delle persone, sulla loro integrità fisica e psichica e anche di natura economica.
Le informazioni sulle modalità di accadimento degli infortuni secondo la classificazione ESAW1 consentono di analizzare questi eventi per diverse variabili. In questo articolo prendiamo in considerazione però solo gli infortuni accaduti nel luogo di lavoro escludendo, ad esempio, quelli avvenuti con mezzo di trasporto o in itinere. Abbiamo già visto comunque in un precedente articolo come gli infortuni che avvengono in occasione di lavoro con mezzi di trasporto siano per questi lavoratori un rischio decisamente maggiore che per le attività manifatturiere e quindi da non dimenticare.
Il bacino di dati si riferisce in particolare all’Emilia-Romagna e al periodo 2017-2021: le caratteristiche specifiche di questa regione la rendono infatti esemplificativa di una situazione generalizzata, per quanto con le dovute proporzioni.
Per leggere e interpretare meglio i numeri, ci possiamo porre alcune domande.

1. Quali sono i luoghi pericolosi?

Come mostra il grafico seguente, la maggior parte degli infortuni è avvenuta in “Sito industriale” (37% degli infortuni riconosciuti, 37% dei gravi T40, 28% dei gravi PP16).
Il cantiere è il secondo luogo per frequenza (27% degli infortuni riconosciuti, 25% dei gravi T40, 30% dei gravi PP16).

Luogo accadimento infortunio

All’interno del “Sito Industriale”, gli infortuni si dividono tra: “Luogo di produzione, officina, laboratorio”, “Luogo dedicato principalmente al magazzinaggio, al carico, allo scarico” e “Area destinata ad operazioni di manutenzione o riparazione”.

Infortuni sito industriale

(T40 indica un infortunio grave con inabilità di durata superiore a 40 giorni e PP16 un infortunio con esiti permanenti superiori al 15%). 

2. Quali sono i lavori pericolosi?

Nel lavoro reale spesso non c’è un’effettiva distinzione tra attività principale e attività complementari. Nel caso dell’installazione di impianti elettrici questo è ancora più evidente.
La maggior parte degli infortuni è stata infatti ricondotta ad “Attività complementari” (dal 40% al 42% al 50% a seconda degli esiti: riconosciuti, gravi T40, gravi PP16), ma nel dettaglio queste attività sono “Installazione, preparazione, montaggio, smontaggio” (dal 20% al 22% al 37%), e “Manutenzione, riparazione, registrazione, messa a punto” (dal 16% al 16% all’11%).
Altra lavorazione frequente è “Produzione, trasformazione, trattamento, magazzinaggio” con prevalenza di “Attività di magazzinaggio” (dal 13% al 14% all’11%).
Un’altra lavorazione significativamente associata ad infortuni è “Sterro, costruzione, manutenzione e demolizione edili” (dal 15% al 12% all’13% a seconda degli esiti).

Attività fisica specifica

3. Quale azione si sta compiendo?

Per entrare ancora di più nel dettaglio è importante domandarsi anche quale azione fisica ha portato all’infortunio.
Fare movimenti con il corpo, manipolare oggetti, trasportare manualmente, lavorare con utensili a mano sono le 4 azioni (attività fisica specifica) in cui si è verificato il 90% degli infortuni riconosciuti o gravi.

Attività fisica specifica

Tra i movimenti con il corpo prevale il “Camminare, correre, salire, scendere, ecc.” ma anche “Fare movimenti sul posto”; mentre tra le manipolazioni di oggetti primeggia il “Prendere in mano, afferrare, strappare, tenere in mano, deporre – su un piano orizzontale”.
All’interno del trasporto manuale si ha una prevalenza di “Trasporto verticale, sollevare, alzare, portare in basso un oggetto” e “Trasporto a mano di carichi (portare)”.
Infine, nel lavoro con utensili a mano, causa infortuni sia “Lavorare con utensili a mano manuali” che “Lavorare con utensili a mano motorizzati”.

4. Quali oggetti sono impiegati?

Gli agenti materiali coinvolti negli infortuni sono stati soprattutto “Edifici, costruzioni, superfici” a livello e in altezza: individuati per il 32,5% degli infortuni riconosciuti, il 42,9% degli infortuni gravi T40, il 54,5% degli infortuni gravi PP16.
“Materiali, oggetti, prodotti, elementi costitutivi di macchine, detriti, polveri” sono la seconda tipologia di agente materiale per frequenza (21% degli infortuni riconosciuti) e fra essi spiccano, in particolare: “Carichi – movimentati a mano” (10% degli infortuni riconosciuti) e “Materiali di costruzione – grossi o piccoli: prefabbricati, casseforme, putrelle, mattoni, tegole, ecc.” (4,5% degli infortuni).

Di specifico interesse per questo tipo di attività economica, è l’agente materiale denominato “50 Motori, dispositivi di trasmissione e di stoccaggio di energia” che a sua volta contiene la voce “50.02 Dispositivi di trasmissione e stoccaggio di energia (meccanica, pneumatica, idraulica, elettrica, compresi gli accumulatori e le batterie)”.
Questa specifica voce è richiamata nel 7,1% degli infortuni riconosciuti, nel 7,3% degli infortuni gravi T40, nel 8,7% degli infortuni gravi PP16.

Agente materiale infortuni riconosciuti.jpg
Agente materiale

5. Cosa è andato storto?

Anche l’analisi di questa variabile evidenzia il ruolo del lavoro “fisico” nella dinamica degli infortuni per questa attività. Scivolamento o inciampamento con caduta di persona, movimento del corpo senza sforzo fisico o sotto sforzo fisico hanno caratterizzato il 62,1% degli infortuni riconosciuti. In particolare, scivolamento o inciampamento – con caduta di persona (la maggior parte delle volte con caduta dall’alto) ha causato il 54,35% degli infortuni con conseguenze permanenti gravi (PP16).

Rilevante è poi la “Perdita di controllo totale o parziale di utensile a mano (motorizzato o no) nonché del materiale lavorato dall’utensile” e “Perdita di controllo totale o parziale di oggetto (portato, spostato, movimentato, ecc.)”.Infine, si evidenzia la “Rottura, frattura, scoppio, scivolamento, caduta, crollo dell’agente materiale” che ha causato l’8,79% degli infortuni riconosciuti (“Rottura di materiale, alle giunzioni, alle connessioni” è la deviazione che causa più frequentemente un infortunio grave, in questo gruppo).

Deviazione - infortuni riconosciuti

Il corpo dopo l’infortunio

Quando la “deviazione” ha modificato il corso delle cose rispetto a quello che avremmo pensato o voluto, forze superiori alle nostre entrano in gioco (macchine, carichi, forza di gravità, esplosioni, …) e le conseguenze sul nostro corpo non sono sempre prevedibili.
Può trattarsi di infortuni lievi, o che comportano molti giorni di malattia, invalidità permanenti, o addirittura la nostra morte: purtroppo non è possibile saperlo se non dopo che sono avvenuti. 
Ogni parte del nostro corpo può essere coinvolta, alcune più di frequente, altre con conseguenze più gravi.

Per le attività che stiamo esaminando, “ferite e lesioni superficiali” sono le più frequenti, “fratture ossee” sono invece quelle che più spesso hanno conseguenze gravi, insieme a “lussazioni, distorsioni e stiramenti”.
Per quanto riguarda la sede della lesione, arti superiori e arti inferiori sono i più ricorrenti, con al terzo posto la testa. In particolare, si registrano: dita e mano per gli arti superiori, la gamba nel suo complesso per gli arti inferiori, gli occhi per la testa.Gli infortuni che sono avvenuti con la modalità di contatto descritta come “Contatto diretto con elettricità, subire una scarica elettrica nel corpo” e che non hanno portato ad esiti mortali, sono stati complessivamente 11 e hanno portato soprattutto a lesioni, ustioni e scottature con interessamento della mano (5 casi), braccio gomito incluso (1 caso), della schiena e gabbia toracica (2 casi) e di altre parti del corpo.

Tipo di lesione

Malattie professionali:

Una valutazione indicativa del tipo di malattia professionale che si associa all’attività di installazione di impianti elettrici può essere fatta attraverso i dati registrati nel sistema MalProf.
Si tratta di un flusso informativo implementato dagli operatori dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) delle Asl che accoglie le segnalazioni pervenute ai sensi dell’art. 139 del DPR 1124/1965. 

Il periodo preso qui in esame è l’arco 2017-2021 per le mansioni di: “Elettricisti nelle costruzioni civili ed assimilati”, “Installatori di linee elettriche, riparatori e cavisti”, “Artigiani e operai specializzati dell’installazione e della manutenzione di attrezzature elettriche”, “Altri artigiani, operai installazione, manutenzione attrezzature elettriche, elettroniche”.
Queste mansioni sono svolte prevalentemente in aziende che effettuano “lavori di costruzione di edifici”, ma possono essere presenti anche in tutte le altre attività (manifatturiere, fornitura di energia elettrica, commercio, amministrazione pubblica, attività nei servizi e organizzazioni, agricoltura, …).

Inoltre, sono state considerate solamente le malattie per cui il nesso di causalità con il lavoro è stato ritenuto probabile o altamente probabile.

Il quadro che emerge, in sintesi, è il seguente:

  • il 51,4% delle segnalazioni è riferibile a malattie da sovraccarico biomeccanico a carico dei vari distretti corporei (29,17 % arto superiore, 13,54% rachide, 6,25% arto inferiore); 
  • per gli arti superiori, sono coinvolti in modo equivalente tutti i distretti (10,42% mano; 9,38% gomito; 9,38% spalla); 
  • per gli arti inferiori è interessato soprattutto il ginocchio (5,21% ginocchio);
  • il 43,75% delle segnalazioni è riferibile a malattie dell’orecchio interno (ipoacusie da rumore); 
  • è segnalato un caso di mesotelioma della pleura e 4 di altri disturbi del sistema respiratorio.

Da questa panoramica emerge quanto chi opera in questo settore sia esposto a pericoli non direttamente o unicamente connessi al rischio elettrico: le misure di sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro dovranno pertanto tenere conto anche di aspetti apparentemente collaterali o lontani dalla mansione specifica, ma che concorrono – in alcuni casi in modo sostanziale – all’avverarsi di infortuni e malattie professionali, con diverse conseguenze per la persona e l’impresa. 

Note all’articolo: 

1. ESAW sta per Statistiche europee degli infortuni sul lavoro. Classifica in particolare: tipo di lesione; parte del corpo lesa; tipo di luogo; tipo di lavoro; attività fisica specifica; agente materiale dell’attività fisica specifica; deviazione; agente materiale della deviazione; contatto – modalità di lesione; agente materiale del contatto – modalità di lesione.

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