Indice

1 Introduzione
1.1 Situazioni da valutare in azienda
1.2 Il comparto
1.2.1 Principali danni e patologie possibili infortuni
1.2.2 Patologie che possono instaurarsi nelle operazioni di saldatura
1.2.3 Patologie che possono instaurarsi nelle operazioni di sgrassatura e decappaggio
1.2.4 Patologie che possono instaurarsi nelle operazioni di verniciatura
1.2.5 Patologie che possono instaurarsi per esposizione a rumore
1.2.6 Patologie che possono instaurarsi per contatto con fluidi da taglio e refrigerazione
1.2.7 Movimentazione manuale dei carichi
1.2.8 Principali situazioni e attività lavorative da valutare
1.2.8.1 Impiego delle attrezzature di lavoro
1.2.8.2 Metodi di lavoro e disposizione degli impianti
1.2.8.3 Impiego dell’elettricità
1.2.8.4 Esposizione a sostanze o preparati pericolosi per la sicurezza e la salute
1.2.8.5 Esposizione ad agenti fisici
1.2.8.6 Fattori ambientali e ambienti di lavoro
1.2.8.7 Interazione tra posto di lavoro e fattori umani
1.2.8.8 Fattori psicologici
1.2.8.9 Organizzazione del lavoro
1.3 Informazione, formazione e addestramento
2 Sicurezza
2.1 Sicurezza elettrica
2.1.1 Obblighi di legge generali
2.1.1.1 Allegati alla dichiarazione di conformità
2.1.1.2 Grado di protezione IP
2.1.2 Obblighi di legge specifici
2.1.3 Il quadro elettrico
2.1.4 Le condutture elettriche
2.1.5 Apparecchiature elettriche generali
2.1.6 Prese a spina
2.1.7 Apparecchi illuminanti
2.1.8 Guasti dovuti a sovracorrenti o cortocircuiti
2.1.9 Guasti all’isolamento elettrico
2.1.10 Ambienti umidi o bagnati
2.1.11 Utensili elettrici portatili
2.1.12 Impianto di messa a terra
2.1.13 Valutazione dei rischi elettrici
2.1.14 Procedure
2.1.15 Sistemi di protezione dagli effetti dei fulmini
2.1.16 Prevenzione dai pericoli dovuti alle esplosioni
2.1.17 Lavori sotto tensione
2.1.18 Distanza da linee o parti elettriche non isolate
2.2 Sicurezza generale delle macchine
2.2.1 Normativa di riferimento
2.2.1.1 Norme cogenti
2.2.1.2 Norme non cogenti
2.2.1.3 Definizione di Macchina e di Componente di Sicurezza
2.2.1.4 Introduzione sul mercato nazionale, successiva al 21 settembre 1996
2.2.1.5 Marcatura CE
2.2.1.6 Libretto d’uso e manutenzione
2.2.1.7 Dichiarazione di conformità
2.2.1.8 Macchine di vecchia costruzione, prive di marcatura CE
2.2.1.9 Permuta contro nuovo acquisto
2.2.1.10 Noleggio o concessione in uso senza conduttore
2.2.2 Scelta e gestione delle macchine e delle attrezzature da lavoro
2.2.2.1 Valutazioni prima della scelta
2.2.2.2 Misure tecniche ed organizzative
2.2.2.3 Obblighi dei lavoratori
2.2.2.4 Sicurezza durante le fasi di manutenzione
2.2.3 Ripari
2.2.3.1 Descrizione
2.2.3.2 Caratteristiche
2.2.3.2A Altre caratteristiche dei ripari
2.2.3.2B Altre caratteristiche dei ripari mobili
2.2.3.2C Altre caratteristiche dei ripari interbloccati con comando dell’avviamento
2.2.3.3 Utilizzo
2.2.3.3A Scelta del tipo di riparo in funzione della posizione e del numero di zone pericolose sulla macchina
2.2.3.3B Scelta in funzione della natura e della frequenza di accesso alle componenti pericolose sulla macchina
2.2.4 Distanze di sicurezza
2.2.4.1 Descrizione
2.2.4.1A Protezione degli arti superiori, in relazione alla accessibilità verso l’alto
2.2.4.1B Protezione degli arti superiori, in relazione alla accessibilità aldisopra di strutture di protezione
2.2.4.1C Protezione degli arti superiori, in relazione alla accessibilità attraverso aperture
2.2.4.1D Protezione degli arti superiori in relazione alla accessibilità in presenza di una struttura di protezione
2.2.4.1E Protezione degli arti inferiori, in relazione alla accessibili attraverso aperture
2.2.4.1F Spazi minimi per evitare schiacciamenti
2.2.4.2 Caratteristiche
2.2.4.3 Utilizzo
2.2.4 A1 Utilizzo dei prospetti I e II per l’accessibilità al di sopra di strutture di protezione con gli arti superiori
2.2.4 A2 Utilizzo del prospetto accessibilità attraverso le aperture con gli arti superiori
2.2.4 A3 Aperture di forma irregolare
2.2.5 Dispositivi di sicurezza
2.2.5.1 Dispositivi di interblocco associati ai ripari
2.2.5.1A Dispositivo di interblocco associato a un riparo incernierato / scorrevole
2.2.5.1B Dispositivo di bloccaggio
2.2.5.1 A1 Interblocco diretto (meccanico) tra il riparo ed il comando manuale di avviamento / arresto
2.2.5.1 A2 Dispositivo di interblocco comandato dal riparo con interruttore comandato a chiave (finecorsa a chiave)
2.2.5.1 A3 Dispositivo di interblocco elettrico comprendente interruttori comandati magneticamente
2.2.5.1 A4 Sorveglianza automatica
2.2.5.1 A5 Dispositivo di interblocco comandato dal riparo che comprende due sensori di posizione comandati direttamente da un riparo scorrevole / incernierato
2.2.5.1 A6 Dispositivo di interblocco elettrico comprendente due sensori di prossimità
2.2.5.1 A7 Dispositivo di interblocco ibrido (elettrico ed idraulico)
2.2.5.1 A8 Dispositivo di interblocco a funzionamento idraulico (pneumatico) con sensore di posizione ad azione meccanica positiva
2.2.5.2 Dispositivi di comando a due mani
2.2.5.2A Definizione di Comando a due mani
2.2.5.2B Caratteristiche di funzionamento
2.2.5.2C Impiego con ambedue le mani
2.2.5.2D Posizionamento del dispositivo
2.2.5.2 A1 Esempi d’uso dei diversi tipi di dispositivi di comando a due mani
2.2.5.2 A2 Metodo di prova per verificare l’impossibilità di azionare due attuatori con una sola mano
2.2.5.2 A3 Metodo di prova per verificare l’impossibilità di azionare due attuatori utilizzando mano e gomito dello stesso braccio
2.2.5.2 A4 Metodo di prova per verificare l’impossibilità di azionare due attuatori utilizzando la mano e altre parti del corpo
2.2.5.2 A5 Calcolo della distanza dall’area pericolosa degli organi di comando
2.2.5.3 Barriere immateriali
2.2.5.3A Distanza di sicurezza
2.2.5.4 Pedane sensibili
2.2.5.4A Altre caratteristiche tecniche
2.2.5.4B Criteri di selezione
2.2.5.4C Requisiti per una buona installazione
2.2.6 Dispositivi di comando
2.2.6.1 Avviamento
2.2.6.2 Azione mantenuta
2.2.6.3 Arresto
2.2.6.4 Arresto d’emergenza
2.2.6.4A Definizioni
2.2.6.4B Posizionamento, forma e colore degli attuatori dei dispositivi di arresto d’emergenza
2.2.6.4C aratteristiche di funzionamento
2.2.6.4D Modalità tecniche di funzionamento dei dispostivi d’arresto d’emergenza
2.2.6.4 A1 Uso di funi o cavi per attivare l’arresto d’emergenza
2.2.6.5 Selettore modale di funzionamento
2.3 Impianti elettrici delle macchine
2.3.1 Condizioni ambientali
2.3.1.1 Corrette condizioni ambientali
2.3.2 Caratteristiche di sicurezza dell’equipaggiamento elettrico
2.3.2.1 Approfondimento sulle caratteristiche di sicurezza dell’equipaggiamento elettrico
2.4 Principali macchine
2.4.1 Tornio
2.4.1.1 Elementi di pericolo
2.4.1.1A Mandrino di rotazione
2.4.1.1B Riparo paraspruzzi
2.4.1.2 Organi di comando a comando manuale
2.4.1.2A Bloccaggio del pezzo
2.4.1.2B Arresto operativo del mandrino principale
2.4.1.3 Ergonomia
2.4.1.4 Igiene del lavoro
2.4.1.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.1.6 Istruzioni per l’uso
2.4.1.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.1.7A Espulsione della chiave di serraggio
2.4.2 Trapano a colonna manuale
2.4.2.1 Elementi di pericolo
2.4.2.1A Esempi di ripari fissi regolabili
2.4.2.1B Asta sensibile di sicurezza
2.4.2.1C Sistemi di trattenuta del pezzo in lavorazione
2.4.2.2 Organi di comando
2.4.2.3 Ergonomia
2.4.2.4 Igiene del lavoro
2.4.2.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.2.6 Istruzioni per l’uso
2.4.2.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.3 Troncatrice
2.4.3.1 Elementi di pericolo
2.4.3.2 Organi di comando
2.4.3.3 Ergonomia
2.4.3.4 Igiene del lavoro
2.4.3.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.3.6 Istruzioni per l’uso
2.4.3.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.4 Fresatrice
2.4.4.1 Elementi di pericolo
2.4.4.2 Organi di comando
2.4.4.3 Ergonomia
2.4.4.4 Igiene del lavoro
2.4.4.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.4.6 Istruzioni per l’uso
2.4.4.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.5 Sega a nastro
2.4.5.1 Elementi di pericolo
2.4.5.2 Organi di comando
2.4.5.3 Ergonomia
2.4.5.4 Igiene del lavoro
2.4.5.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.5.6 Istruzioni per l’uso
2.4.5.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.6 Seghetto alternativo
2.4.6.1 Elementi di pericolo
2.4.6.2 Organi di comando
2.4.6.3 Ergonomia
2.4.6.4 Igiene del lavoro
2.4.6.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.6.6 Istruzioni per l’uso
2.4.6.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.7 Molatrice fissa
2.4.7.1 Elementi di pericolo
2.4.7.2 Organi di comando
2.4.7.3 Ergonomia
2.4.7.4 Igiene del lavoro
2.4.7.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.7.6 Istruzioni per l’uso
2.4.7.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.8 Rettificatrice
2.4.8.1 Elementi di pericolo
2.4.8.1A Ripari mobili
2.4.8.2 Organi di comando
2.4.8.2A Rischio di azionamento accidentale
2.4.8.2B Arresto in condizioni di sicurezza
2.4.8.3 Ergonomia
2.4.8.4 Igiene del lavoro
2.4.8.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.8.6 Istruzioni per l’uso
2.4.8.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.9 Cesoia a Ghigliottina
2.4.9.1 Elementi di pericolo
2.4.9.1A Fronte macchina: riparo fisso
2.4.9.1B Fronte macchina: riparo mobile interbloccato
2.4.9.1C Fronte macchina: barriere ottiche
2.4.9.1D Retro macchina: riparo mobile interbloccato
2.4.9.1E Retro macchina: barriere ottiche
2.4.9.2 Organi di comando
2.4.9.2A Comandi da utilizzare nelle fasi di regolazione, manutenzione e lubrificazione
2.4.9.3 Ergonomia
2.4.9.4 Igiene del lavoro
2.4.9.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.9.6 Istruzioni per l’uso
2.4.9.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.10 Pressa meccanica con innesto meccanico
2.4.10.1 Elementi di pericolo
2.4.10.2 Organi di comando
2.4.10.3 Ergonomia
2.4.10.4 Igiene del lavoro
2.4.10.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.10.6 Istruzioni per l’uso
2.4.10.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.11 Pressa meccanica con innesto a frizione
2.4.11.1 Elementi di pericolo
2.4.11.1A Accesso alla zona di stampaggio prima del raggiungimento della posizione di massima apertura dello stampo (punto morto superiore)
2.4.11.1B Barriere immateriali
2.4.11.1C Comando a due mani
2.4.11.1D Dispositivo meccanico di trattenuta
2.4.11.2 Organi di comando
2.4.11.3 Ergonomia
2.4.11.4 Igiene del lavoro
2.4.11.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.11.6 Istruzioni per l’uso
2.4.11.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.12 Pressa idraulica
2.4.12.1 Elementi di pericolo
2.4.12.1A Apertura del riparo
2.4.12.1B Massima apertura dello stampo (punto di fine corsa superiore)
2.4.12.1C Barriere immateriali
2.4.12.1D Comando a due mani
2.4.12.1E Dispositivo meccanico di trattenuta
2.4.12.1F Trattenuta della parte mobile superiore durante la produzione
2.4.12.2 Organi di comando
2.4.12.3 Ergonomia
2.4.12.4 Igiene del lavoro
2.4.12.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.12.6 Istruzioni per l’uso
2.4.12.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.13 Pressa piegatrice
2.4.13.1 Elementi di pericolo
2.4.13.1A Dispositivi di sicurezza per evitare la ripetizione del colpo
2.4.13.1B Velocità lenta di chiusura (minore o uguale a 10 mm/s) abbinata ad un dispositivo di comando ad azione mantenuta
2.4.13.1C Barriere immateriali
2.4.13.1D Sistemi laser scanner
2.4.13.1E Sistemi monoraggio (fotocellula o laser)
2.4.13.1F Comando a due mani
2.4.13.1G Barriere immateriali sul lato posteriore della macchina
2.4.13.2 Organi di comando
2.4.13.3 Ergonomia
2.4.13.4 Igiene del lavoro
2.4.13.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.13.6 Istruzioni per l’uso
2.4.13.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.13 A1 Pressa piegatrice: Configurazione e calcolo della distanza di sicurezza
2.4.14 Calandra
2.4.14.1 Elementi di pericolo
2.4.14.2 Organi di comando
2.4.14.3 Ergonomia
2.4.14.4 Igiene del lavoro
2.4.14.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.14.6 Istruzioni per l’uso
2.4.14.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.15 Centro di lavoro
2.4.15.1 Elementi di pericolo
2.4.15.1A Recinzione perimetrale
2.4.15.1B Esclusione dell’interblocco dei ripari nel dispositivo per il cambio utensile
2.4.15.1C Esclusione dell’interblocco dei ripari o dei dispositivi di sicurezza nella zona del cambio pallet o cambio pezzi
2.4.15.1D Esclusione dell’interblocco dei ripari nella zona del sistema di raccolta trucioli
2.4.15.1E Pozzetti
2.4.15.1F Piattaforme di lavoro
2.4.15.2 Organi di comando
2.4.15.2A Ciclo automatico
2.4.15.2B Messa a punto
2.4.15.2C Intervento manuale in condizioni operative limitate
2.4.15.2D Arresto in condizioni di sicurezza
2.4.15.3 Ergonomia
2.4.15.4 Igiene del lavoro
2.4.15.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.15.6 Istruzioni per l’uso
2.4.15.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.16 Isola robotizzata
2.4.16.1 Elementi di pericolo
2.4.16.1A Lavori all’interno dello spazio protetto
2.4.16.2 Organi di comando
2.4.16.2A Comando remoto
2.4.16.2B Unità portatile
2.4.16.3 Ergonomia
2.4.16.3A Ergonomia
2.4.16.4 Igiene del lavoro
2.4.16.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.16.6 Istruzioni per l’uso
2.4.16.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.17 Stozzatrice, limatrice
2.4.17.1 Elementi di pericolo
2.4.17.2 Organi di comando
2.4.17.3 Ergonomia
2.4.17.4 Igiene del lavoro
2.4.17.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.17.6 Istruzioni per l’uso
2.4.17.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.4.18 Dentatrice a creatore
2.4.18.1 Elementi di pericolo
2.4.18.2 Organi di comando
2.4.18.3 Ergonomia
2.4.18.4 Igiene del lavoro
2.4.18.5 Dispositivi di protezione individuale
2.4.18.6 Istruzioni per l’uso
2.4.18.7 Azioni per la sicurezza e l’igiene del lavoro
2.5 Apparecchi di sollevamento e mezzi di trasporto
2.5.1 Introduzione
2.5.1.1 Norme giuridiche
2.5.1.2 Macchine
2.5.2 Apparecchi di sollevamento: gru (a ponte, sospese, a bandiera, a cavalletto)
2.5.2.1 Rischio di rovesciamento e/o caduta dell’apparecchio di sollevamento
2.5.2.2 Rischio di caduta del carico
2.5.2.3 Rischio di urti o investimenti del carico
2.5.2.4 Rischi di cesoiamento, schiacciamento, lesioni varie
2.5.2.5 Prevenzione
2.5.2.5A Prevenzione dei rischi di rovesciamento e/o caduta dell’apparecchio di sollevamento – Prevenzione dei rischi di caduta del carico
2.5.2.5B Prevenzione dei rischi di urti o investimenti del carico
2.5.2.5C Prevenzione dei rischi di cesoiamento, schiacciamento, lesioni varie
2.5.3 Carrelli elevatori
2.5.3.1 Rischio di ribaltamento / rovesciamento
2.5.3.2 Rischio di investimento
2.5.3.3 Rischio di caduta materiale
2.5.3.4 Rischi infortunistici (cesoiamento, schiacciamento, rischi connessi all’avviamento accidentale)
2.5.3.5 Rischi di esplosione dovuti al potenziale rilascio di idrogeno nella fase di caricamento batterie (carrelli elettrici)
2.5.3.6 Rischi di inalazione gas o fumi di scarico
2.5.3.7 Prevenzione
2.5.3.7A Prevenzione dei rischi di rovesciamento e di investimento
2.5.3.7B Prevenzione dei rischi di investimento
2.5.3.7C Prevenzione dei rischi infortunistici (cesoiamento, schiacciamento, rischi connessi all’avviamento accidentale)
2.5.3.7D Prevenzione dei rischi di caduta di materiali
2.5.3.7E Prevenzione dei rischi di esplosione
2.5.3.7F Prevenzione dei rischi connessi all’inalazione di gas o fumi di scarico
2.5.4 Carrelli portapallet a conduzione manuale
2.5.4.1 Rischio di ribaltamento
2.5.4.2 Rischio di investimento
2.5.4.3 Caduta materiale
2.5.4.4 Rischi di esplosione dovuti al potenziale rilascio d’idrogeno nella fase di caricamento batterie (solo per carrelli elettrici)
2.5.4.5 Prevenzione
2.5.4.5A Prevenzione dei rischi di rovesciamento e di investimento
2.5.4.5B Prevenzione dei rischi di investimento
2.5.5 Nastri trasportatori
2.5.5.1 Rischio di contatto di parti del corpo con superfici di elementi in rotazione
2.5.5.2 Prevenzione
2.5.5.2A Prevenzione dei rischi di contatto di parti del corpo con superfici di elementi in rotazione
2.5.5.2B Prevenzione dei contatti con il materiale trasportato
2.5.6 Verifiche periodiche
2.5.6.1 Normativa
2.5.6.2 Verifiche di interesse
2.5.6.3 Verifiche periodiche dell’organo preposto: ARPAM o ASL
2.5.7 Accessori di sollevamento
2.5.7.1 Normativa
2.5.8 Accessori di imbracatura
2.5.8.1 Catene e funi
2.5.9 Accessori di sollevamento: brache
2.5.9.1 Brache di catena
2.5.9.2 Brache di fibre sintetiche e naturali
2.5.10 Procedure di imbracaggio e consigli d’uso in generale
2.5.10.1 Variazione di portata in funzione dell’angolo al vertice
2.5.10.2 Segnalazioni per movimentazione carichi
2.5.10 A1 Allegato IX del d.lgs 493/96 prescrizioni per i segnali gestuali
2.6 Apparecchi a pressione
2.6.1 Stoccaggio e utilizzo di bombole per gas tecnici
2.6.2 Recipienti a pressione
3 Igiene del lavoro
3.1 Rumore
3.1.1 Introduzione
3.1.1.1 Suono / rumore
3.1.1.2 Rappresentazione schematica dell’orecchio umano
3.1.2 Effetti nocivi del rumore
3.1.3 Normativa vigente
3.1.3.1 Altra normativa di riferimento
3.1.4 Obblighi del datore di lavoro
3.1.4.1 Rapporto tecnico
3.1.4.2 Metodologie per la valutazione dell’esposizione lavorative
3.1.4.3 Strumentazioni di misura
3.1.5 Valori limite di esposizione e valori d’azione
3.1.6 Iniziative di riduzione e misure di controllo per la riduzione dell’esposizione al rumore
3.1.7 Dispositivi di protezione individuali dell’udito (DPI)
3.1.8 Informazioni e formazione
3.1.9 Sorveglianza sanitaria
3.1.10 Coinvolgimento dei lavoratori
3.1.11 Obblighi dei lavoratori
3.1.12 Obblighi dei progettisti e fabbricanti
3.1.13 Appalto od opera
3.1.14 Sintesi schematica obblighi – Capo II Titolo VIII D. Lgs. 81/2008
3.1.15 Esempi di misure di contenimento del rumore nella metalmeccanica
3.1.6 A1 Iniziative di riduzione e misure di controllo per la riduzione dell’esposizione al rumore nella metalmeccanica
3.1.11 A2 Consigli per prevenire malattie professionali da rumore
3.2 Vibrazioni
3.2.1 Introduzione
3.2.1.1 Vibrazioni: il fenomeno fisico
3.2.2 Effetti nocivi delle vibrazioni
3.2.2.1 Il sistema mano-braccio (HAV)
3.2.2.2 Il sistema corpo intero (WBV)
3.2.3 Legislazione vigente
3.2.3.1 Normative internazionali
3.2.4 Obblighi del datore di lavoro
3.2.4.1 Rapporto tecnico
3.2.4.2 Metodologie per la valutazione della esposizione lavorativa
3.2.5 Valori limite di esposizione e valori d’azione
3.2.6 Iniziative e misure di prevenzione e protezione per la riduzione dell’esposizione a vibrazioni
3.2.7 Dispositivi di protezione individuali (DPI)
3.2.8 Informazioni e formazione
3.2.9 Sorveglianza sanitaria
3.2.10 Coinvolgimento dei lavoratori
3.2.11 Obblighi dei lavoratori
3.2.12 Sintesi schematica obblighi Capo III Titolo VIII D. Lgs. 81/08
3.2.6 A1 Iniziative di riduzione e misure di controllo per la riduzione dell’esposizione a vibrazioni nella metalmeccanica
3.3 Saldatura
3.3.1 Descrizione delle lavorazioni
3.3.2 Agenti chimici pericolosi presenti nelle lavorazioni di saldatura dei metalli
3.3.3 Effetti sulla salute umana
3.3.4 Contenuti della valutazione del rischio chimico ai fini della individuazione delle misure di prevenzione da adottare
3.3.5 Misure di prevenzione e protezione da adottare
3.3.5.1 Misure tecniche
3.3.5.2 Misure organizzative, procedurali
3.3.5.3 Dispositivi di Protezione Individuale
3.3.5.4 Formazione / Informazione dei lavoratori
3.3.6 Sorveglianza sanitaria
3.3.6.1 Leggi di riferimento
3.3.6.2 Testi di riferimento
3.3 A1 Principali agenti chimici pericolosi che si sviluppano durante la saldatura e le lavorazioni connesse
3.3 A2 Possibili effetti sulla salute degli agenti chimici che si sviluppano durante le lavorazioni di saldatura
3.3 A3 Valori limite di esposizione ai principali agenti chimici pericolosi
3.3 A4 Istruzioni operative per garantire l’Igiene e la Sicurezza nella Saldatura
3.4 Verniciatura
3.4.1 Descrizione delle lavorazioni
3.4.2 Agenti chimici pericolosi presenti nelle lavorazioni di verniciatura dei metalli
3.4.3 Effetti sulla salute umana
3.4.4 Contenuti della valutazione del rischio chimico ai fini della individuazione delle misure di prevenzione da adottare
3.4.5 Misure di prevenzione e protezione da adottare
3.4.5.1 Misure tecniche di prevenzione e protezione
3.4.5.2 Misure Organizzative/Procedurali di prevenzione e protezione
3.4.5.3 Dispositivi di Protezione Individuale
3.4.5.4 Formazione / Informazione dei lavoratori
3.4.6 Sorveglianza sanitaria
3.4.6.1 Leggi di riferimento
3.4.6.2 Testi di riferimento
3.4 A1 Agenti chimici pericolosi da verniciatura e limiti ACGIH
3.4 A2 Agenti chimici pericolosi da verniciatura e limiti D. Lgs 626/94
3.4 A3 Istruzioni operative per garantire l’igiene e la sicurezza nella verniciatura a spruzzo
3.5 Fluidi lubrorefrigeranti
3.5.1 Descrizione delle lavorazioni
3.5.2 Agenti chimici pericolosi presenti nelle lavorazioni con impiego di FLR
3.5.3 Effetti sulla salute umana
3.5.4 Contenuti della valutazione del rischio chimico ai fini della individuazione delle misure di prevenzione da adottare
3.5.5 Misure di prevenzione e protezione da adottare
3.5.5.1 Misure tecniche di prevenzione e protezione
3.5.5.1A Protezione antispruzzi
3.5.5.1B Impianti di aspirazione – ventilazione
3.5.5.2 Misure organizzative e procedurali
3.5.5.2A Eliminazione o riduzione del rischio alla fonte
3.5.5.2B Tecnologia impiegata
3.5.5.2C Manutenzione e rinnovo dei FLR
3.5.5.2D Manutenzione degli impianti e pulizia
3.5.5.2E Misure igieniche di sicurezza
3.5.5.2F Servizi igienici ed assistenziali
3.5.5.3 Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)
3.5.5.4 Formazione / Informazione dei lavoratori
3.5.6 La sorveglianza sanitaria
3.5.6.1 Leggi di riferimento
3.5.6.2 Testi di riferimento
3.5 A1 Principali agenti chimici pericolosi presenti e/o che si sviluppano durante le lavorazioni di asportazione truciolo e lavorazioni connesse
3.5 A2 Rischio biologico
3.5 A3 Possibili effetti sulla salute degli agenti chimici che si sviluppano durante le lavorazioni di asportazione truciolo
3.5 A4 Valori limite definiti dall’ACGIH (2005) e dal NIOSH
3.5 A5 La separazione delle nebbie e dei vapori
3.5 A6 Scelta del fluido lubrorefrigerante
3.5 A7 Manutenzione e rinnovo dei FLR
3.5 A8 Manutenzione degli impianti e pulizia
3.5 A9 Misure igieniche per gli addetti
3.6 Impianti di ventilazione e aspirazione localizzata
3.6.1 La tutela della salute dei lavoratori
3.6.2 Caratteristiche fisiche degli inquinanti dell’aria negli ambienti di lavoro
3.6.2.1 Particelle sospese aerodisperse
3.6.3 Interventi di bonifica degli ambienti di lavoro
3.6.3.1 Interventi di bonifica degli ambienti di lavoro
3.6.3.2 Ventilazione generale e di aspirazione localizzata a confronto
3.6.4 Aspirazione localizzata: descrizione generale dei componenti dell’impianto
3.6.4.1 Componenti principali di un impianto di aspirazione localizzata
3.6.4.1A Condotti
3.6.4.1B Condotti di espulsione
3.6.5 La progettazione di un impianto di aspirazione localizzata
3.6.5.1 Calcolo della portata necessaria
3.6.5.1A Velocità di cattura
3.6.5.1B Portata necessaria per diverse tipologie di cappe
3.6.6 La scelta dei dispositivi di aspirazione (scelta della cappa)
3.6.6.1 Scelta della cappa
3.6.6.2 Saldatura: impianti di aspirazione localizzata
3.6.6.3 Verniciatura: impianti di aspirazione localizzata
3.6.6.4 Macchine utensili: impianti di aspirazione localizzata
3.7 Movimentazione manuale dei carichi
3.7.1 Introduzione
3.7.2 Effetti sulla salute
3.7.2.1 Malattie più comuni
3.7.3 Normativa di riferimento
3.7.4 Metodi di valutazione del rischio da movimentazione manuale di carichi
3.7.4.1 Il metodo NIOSH
3.7.4.2 Metodo Snook e Ciriello: valutazioni di azioni di trasporto in piano di carichi, di traino e spinta (con l’intero corpo)
3.7.5 Prevenzione
3.7.5.1 Prevenzione primaria
3.7.5.2 Prevenzione secondaria
3.7.5.2A La sorveglianza sanitaria
3.7.5.2B Patologie di interesse
3.7.5.2C Protocollo di sorveglianza sanitario
3.7.5.2D Dati collettivi degli screening periodici
4 Ambienti di lavoro e emergenze
4.1 Luoghi di lavoro
4.1.1 Definizioni
4.1.2 Caratteristiche e dotazioni
4.1.3 Vie e uscite di emergenza
4.1.4 Porte e portoni
4.2 Illuminazione
4.2.1 Introduzione
4.2.2 Grandezze fisiche
4.2.3 Fenomeni fisici
4.2.4 Luce ed apparato visivo
4.2.5 Colore e mescolanza additiva
4.2.6 Effetti della luce sull’uomo
4.2.7 Illuminazione dei luoghi di lavoro
4.2.8 Legislazione e normativa di riferimento
4.2.9 Tabella indici illuminazione e ventilazione luoghi di lavoro
4.3 Microclima
4.3.1 Introduzione
4.3.2 Definizioni
4.3.3 Patologie possibili
4.3.4 Riferimenti legislativi
4.3.5 Prevenzione: rischi
4.3.5.1 Rischi per la salute
4.3.5.2 Parametri principali che intervengono nel “benessere termico
4.3.5.3 Valutazione del microclima
4.3.5.4 Criterio di benessere termico basato sulla temperatura operativa To
4.3.5.5 Azioni di prevenzione
4.3.6 Normativa tecnica
4.3.7 Prevenzione: valutazione tecnica
4.3.7.1 Valutazione tecnica del microclima
4.3.7.2 Valutazione del microclima basata sugli indici PMV e PPD
4.3.8 Strumenti operativi
4.3.8.1 Attrezzatura per misurazioni microclimatiche
4.3.8.2 Organizzazione di sopralluogo per valutazione del microclima
4.4 Antincendio
4.4.1 Premessa
4.4.2 Introduzione
4.4.3 Effetti sulla salute
4.4.4 I principi della prevenzione
4.4.5 Valutazione e prevenzione rischio incendi e gestione dell’emergenza
4.4.5.1 Classificazione del livello di rischio di incendio
4.4.5.2 Luoghi a rischio elevato
4.4.5.3 Riferimenti legislativi
4.4.5.4 Controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio
4.4.5.5 Piano di emergenza
4.4.5.6 Formazione ed Informazione Antincendio ed Emergenza ai lavoratori
4.4.5.6A Obblighi di informazione del datore di lavoro
4.4.5.6B Contenuti dell’informazione dei lavoratori
4.4.5.6C Modalità con le quali devono essere informati i lavoratori
4.4.5.6D Progetto di Formazione
4.4.5.6E Squadra antincendio ed emergenza
4.4.5.6F Lavoratori incaricati
4.5 Segnaletica
4.5.1 Riferimenti legislativi
5 Dispositivi di protezione individuale
5.1 Parte generale comune a tutte le lavorazioni
5.1.1 Definizione
5.1.2 Obbligo di uso
5.1.3 Requisiti
5.1.4 Scelta
5.1.4.1 D. Lgs. 81/2008
5.1.4.2 Ambito generale
5.1.4.3 Nota informativa
5.1.5 Regole interne di approvvigionamento
5.1.6 Informazione, Formazione, Addestramento
5.1.7 Consegna
5.1.8 Utilizzo e vigilanza
5.1.9 Pulizia e manutenzione
5.1.10 Principali Dispositivi di Protezione Individuale
5.1.11 Normativa di riferimento
5.1 A1 D. Lgs. 81/08, articoli 74-79
5.1 A2 Elenco indicativo e non esauriente delle attrezzature di protezione individuale – D. Lgs. 81/08 – All. VIII
5.1 A3 D. Lgs. 475/92
5.1 A4 D. Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10
5.1 A5 D.M. 2 Maggio 2001
5.2 Dispositivi di protezione della testa
5.2.1 Descrizione
5.2.1.1 Elmetti di protezione
5.2.2 Caratteristiche
5.2.3 Utilizzo
5.2.4 Marcatura
5.2 A1 Elenco NORME UNI EN – Elmetti di protezione
5.3 Dispositivi di protezione dell’udito
5.3.1 Introduzione
5.3.1.1 Norme UNI – Protezione dell’udito
5.3.1.2 Oto-protettori
5.3.1.3 Obblighi del Datore di lavoro e dei Lavoratori
5.3.2 Classificazione
5.3.2.1 Cuffie
5.3.2.2 Inserti auricolari
5.3.2.2A Confronto tra diversi tipi di inserti auricolari
5.3.2.3 Caschi
5.3.3 Selezione
5.3.3.1 Generalità
5.3.3.1A Alcuni “elementi” da considerare per la scelta del protettore
5.3.3.1B Attenuazione sonora di diversi tipi di otoprotettori
5.3.3.1C Comfort del portatore
5.3.3.1D Suoni informativi del processo lavorativo
5.3.3.1E Compatibilità con altri dispositivi
5.3.3.2 Marcatura di certificazione e nota informativa
5.3.3.2A Requisito di attenuazione sonora
5.3.3.2B Cura e manutenzione
5.3.4 Uso
5.3.4.1 Riduzione della protezione effettiva
5.3 A1 Protettori auricolari
5.4 Dispositivi di protezione degli occhi e del viso
5.4.1 Descrizione
5.4.1.1 Occhi e viso da Testo Unico
5.4.1.2 Cosa sono aerosol e aeriformi
5.4.1.3 Norme UNI – Protezione degli occhi e del viso
5.4.2 Caratteristiche
5.4.2.1 Simboli di resistenza meccanica agli impatti
5.4.2.2 Classe ottica
5.4.3 Utilizzo
5.4.3.1 Simboli
5.4.4 Marcatura
5.4 A1 Protezione personale degli occhi
5.5 Dispositivi di protezione delle vie respiratorie
5.5.1 Descrizione
5.5.1.1 Vie respiratorie da Testo Unico
5.5.1.2 Norme UNI – Protezione delle vie respiratorie
5.5.2 Caratteristiche
5.5.2.1 Classificazione dei respiratori a filtro
5.5.2.2 Suddivisione dei filtri antipolvere in base alla diversa efficienza di filtrazione
5.5.2.3 Scelta del DPI in relazione alla massima concentrazione esterna
5.5.2.4 Respiratori a filtro antipolvere FPO
5.5.3 Utilizzo
5.5.4 Marcatura
5.5 A1 Protezione delle vie respiratorie
5.6 Dispositivi di protezione delle mani
5.6.1 Descrizione
5.6.1.1 Guanti di protezione da Testo Unico
5.6.1.2 Vibrazioni
5.6.2 Utilizzo
5.6.2.1 Norme UNI – Protezione delle mani
5.6.3 Marcatura ed informazioni
5.6.4 Guanti di protezione contro rischi meccanici
5.6.5 Guanti di protezione contro rischi chimici
5.6.6 Guanti di protezione contro rischi da vibrazione
5.7 Dispositivi di protezione dei piedi
5.7.1 Descrizione
5.7.1.1 Calzature per uso professionale da Testo Unico
5.7.1.2 Norme UNI EN 345 – Protezione dei piedi
5.7.2 Caratteristiche
5.7.2.1 Identificazione delle caratteristiche delle calzature di sicurezza
5.7.3 Utilizzo
5.7.4 Marcatura e Nota Informativa
5.8 Dispositivi di protezione del corpo
5.8.1 Descrizione
5.8.1.1 Indumenti di protezione da Testo Unico
5.8.1.2 Norme UNI – Protezione del corpo
5.8.1.3 Prospetto – Indumenti adeguati per la protezione contro vari pericoli chimici
5.8.1.4 Materiali permeabili all’aria
5.8.1.5 Materiali impermeabili all’aria
5.8.2 Caratteristiche
5.8.2.1 Requisiti dei materiali
5.8.2.2 Pulizia – Protezione del corpo
5.8.2.3 Procedura di selezione – Diagramma di flusso
5.8.3 Marcatura
5.8.4 Uso e manutenzione
5.8.5 Etichettatura ed istruzioni
5.8 A1 Indumenti protettivi da agenti chimici solidi, liquidi e gassosi pericolosi
5.9 Dispositivi di protezione contro la caduta dall’alto
5.9.1 Descrizione
5.9.2 Caratteristiche
5.9.2.1 Norme UNI – Protezione dalla caduta dall’alto
5.9.3 Utilizzo
5.9.3.1 Verifica DPI anticaduta
5.9.3.2 Indossamento imbracatura
5.9.4 Marcatura e Nota Informativa
5.10 Dispositivi di protezione individuale nel comparto Metalmeccanico
6 Aspetti sanitari
6.1 Sorveglianza sanitaria
6.1 A1 Attività per le quali è necessaria la sorveglianza sanitaria e riferimenti normativi
6.2 Pronto soccorso
6.2.1 Classificazione delle aziende
6.2.2 Organizzazione del pronto soccorso
6.2.3 Attrezzature minime per gli interventi di pronto soccorso
6.2.4 Nomine addetti al pronto soccorso
6.2.5 Requisiti e formazione degli addetti al pronto soccorso (Art. 3 D.M. 388/2003)
6.2 A1 Contenuto minimo della cassetta di pronto soccorso
6.2 A2 Contenuto minimo del pacchetto di medicazione
6.2 A3 Obiettivi didattici e contenuti minimi della formazione dei lavoratori designati al pronto soccorso per le aziende di gruppo A
6.2 A4 Obiettivi didattici e contenuti minimi della formazione dei lavoratori designati al pronto soccorso per le aziende di gruppo B e C
6.3 Lavoratori minorenni
6.3.1 Tutela della salute dei minori
6.3 A1 Lavori vietati ai minori di 18 anni
6.4 Lavoratrici madri
6.4.1 Tutela delle lavoratrici-madri
6.4 A1 Elenco dei lavori faticosi, pericolosi e insalubri di cui all’art. 7
6.4 A2 Elenco non esauriente di agenti e condizioni di lavoro di cui all’art. 7
6.4 A3 Elenco non esauriente di agenti processi e condizioni di lavoro di cui all’art. 11
6.4 A4 Tabella riassuntiva dei fattori di rischio e degli effetti sulla gravidanza e sul feto